Albergo Atene Riccione

 

Associazione Proletari Escursionisti: Una Storia di Montagna e Emancipazione Sociale

"Sempre più in alto per una nuova umanità": questo è il motto dell'APE, l'Associazione Proletari Escursionisti, nata il 7 novembre 1919 nelle città di Lecco, Milano e Alessandria.

La Nascita e gli Ideali dell'APE

È stata la prima associazione sportiva italiana di orientamento socialista, animata dalla convinzione che lo sport non doveva essere solo appannaggio dell'élite borghese, ma un diritto per tutti. L'attività sportiva diventa quindi strumento di emancipazione sociale, di riscatto della vita delle famiglie operaie e di lotta contro l'alcolismo.

Prima associazione sportiva proletaria e antialcoolica di chiaro orientamento socialista, l'APE, promossa da provetti alpinisti, rivendica il diritto allo sport non solo per un'élite borghese, ma per tutti.

Escursioni per tutti, uomini e donne, e alla portata di ogni tasca e di ogni esperienza. La montagna diventa una possibilità, una via di fuga dalla vita cittadina e dall'usurante lavoro in fabbrica, una condivisione collettiva di sapienza popolare ed ideali di stampo socialista.

Nel libro inserisci un passaggio sulla rivista bimestrale apeina di Serrati del 1925, che scrive: “Vorrei anche che gli amanti della montagna ne portassero al basso più vasti e più profondi insegnamenti”.

Leggi anche: Chi erano gli APE?

Le attività portate avanti nelle numerose città in cui l’associazione prese corpo andavano da quelle più blande, volte a ricreare senza stancare ulteriormente lavoratori e lavoratrici e attente ai costi di spostamento (spesso in bici) e di spesa collettiva, a quelle più impegnative, non sempre affrontate con l’attrezzatura necessaria.

L’associazione si presentò subito come diversa e in qualche modo antagonista (seppure senza confrontarcisi direttamente) rispetto al più classista e successivamente fascista CAI (Club di nome e di fatto, anche se assunse il termine Centro in seguito alle leggi che imponevano l’uso dei soli termini italiani).

Il primo congresso APE è datato 7 novembre 1921 ed ebbe luogo a Milano, riunendo varie sezioni locali con ambizioni e progetti diversi: tra questi la costruzione di rifugi (alveari) in cui potessero ritrovarsi gli appartenenti all’organizzazione.

L'Interruzione Fascista e la Ricostituzione Post-bellica

L'avvento del fascismo interrompe bruscamente il diffondersi dell'escursionismo proletario dell'APE, e molti "apeini" si unirono ai combattenti partigiani. Una storia lunga un secolo, interrotta, solo apparentemente, dalle leggi liberticide del ventennio fascista, durante il quale molti apeini si arruolarono tra le file dei partigiani, nascosti sui monti del Lecchese e della Bergamasca.

Finita la Guerra però, le associazioni si ricostituirono mantenendo la sua vocazione sociale. All’indomani del 25 Aprile 1945 anche le attività del consorzio ripresero, senza tuttavia la spinta rivoluzionaria e la forza dei primissimi anni ’20.

Leggi anche: Requisiti Essenziali per Guide Turistiche a Parma

Nel secondo dopoguerra l'associazione si ricostituisce, continuando nella sua vocazione sociale, e sopravvive fino a oggi grazie a giovani amanti della montagna, che hanno raccolto la sfida del tempo, indossando ancora una volta scarponi, corde e moschettoni.

L'Espansione e le Attività dell'APE

Dopo la guerra le attività dell’APE ripresero e “negli anni sessanta e settanta l’Associazione conobbe la sua maggiore espansione arrivando ad aprire sedi nella bergamasca e oltre. A Milano, il Gruppo Camosci trovò sede, a partire dal 1954, nei locali del Circolo Familiare di Unità Proletaria di Viale Monza.

Lecco rimase il centro operativo dell’APE e proprio nel lecchese, al Pian dei Resinelli, fu edificato l’alveare, il rifugio della federazione delle sezioni dell’APE sparse un po’ in tutta la Lombardia. L’Associazione organizzava inoltre gare podistiche ed apriva in Grigna vie di arrampicata sportiva tra cui ricordiamo lo “Spigolo Ape”.

A metà degli anni ’80, dopo un breve periodo di stop delle attività, le sola sezione lecchese rinasce sotto l’egida di un impegno eminentemente sportivo, riunendo la vecchia guardia di arrampicatori e scialpinisti e una nuova generazione di marciatrici e corridori. Dopo cinque anni d’intensa attività e scrittura di quella storia rimasta sin qui orale, ben sei nuove sezioni animano i declivi che abbracciano le città di Bergamo, Bologna, Brescia, Grosseto, Lecco, Milano, Parma, Roma e Salerno.

L'APE Oggi

L'APE sopravvive sino ad oggi, con la fondazione della sede di Roma (2014) mai esistita in passato. Infatti, dopo un periodo in cui non era così facile trovare gruppi non istituzionali di escursionismo è ricominciato l’interesse per sentieri, cime, valli, boschi e se questo è rinato in ambito anche meramente sportivo, non è mancato l’interesse sociale e politico, che ha dato vita a numerosi gruppi sparsi in tutta Italia.

Leggi anche: Attività e impatto delle associazioni straniere

Tornando all’APE, sono nate di recente due nuove sezioni: quella milanese legata al centro sociale Piano Terra e quella romana, che ha da pochissimo iniziato la gestione di un rifugio-alveare che ne ospiterà le iniziative fuori dalla città.

Partecipare all'APE

L’APE di Lecco ha sede in via Saverio Fristch, dove ogni giovedì sera si incontrano i suoi aderenti.

APE e CAI: Un Confronto

Nel libro viene fuori la distanza politica e di orizzonte dell’Associazione con il più potente Cai. Avete rapporti con il Cai? Alcuni soci sono oggi tesserati CAI, così come capita di andare in gita con persone provenienti da altri percorsi ancora. Quella dell’APE è una storia diversa, minore, sino ad oggi tramandata per lo più per via orale eppure ancora viva. Si vede che c’è spazio e voglia di modi differenti di vivere l’alpinismo e l’escursionismo. Ciascuno dei cento anni lungo cui si dipana il libro parla della distanza e dell’intreccio di queste organizzazioni.

Alpinismo Molotov

Tuttavia è con Alpinismo Molotov (scusandomi per le tante esperienze non menzionate) che voglio chiudere questo articolo, iniziato con un excursus dai primi anni del secolo scorso. Alpinismo Molotov nasce infatti dall’iniziativa di alcuni giapster (utenti del blog GIAP legato al collettivo Wu Ming) e formatosi intorno a due testi di Gian Piero Motti, No Picnic on Mount Kenya e Point Lenana e ora le iniziative (tra le quali sono presenti sia escursioni sia eventi culturali) e i commenti si sviluppano su un blog autonomo. Alpinismo Molotov si autodefinisce “una associazione sovversiva informale fondata da giapster” e l’espressione designa “al tempo stesso un insieme di prassi in costante evoluzione e la collettività che le fa evolvere”, come leggiamo dal manifesto pubblicato sul blog stesso.

TAG: #Escursioni

Più utile per te: