Albergo Atene Riccione

 

APE: Storia dell'Associazione Proletari Escursionisti

L'Associazione (al tempo Antialcoolica) Proletari Escursionisti, viene ideata il 7 novembre 1919, anche se la sua genesi è databile a due anni prima. Il primo congresso si tenne a Milano il 24 e 25 settembre 1921. Tre soldi "Sempre più in alto per una nuova umanità", questo è il motto dell'Ape.

Quasi cent’anni (almeno) e non sentirli. In forme carsiche, la sua sfida al versante mainstream dell’impegno sportivo e alle sue brutture, ha attraversato l’intero secolo. Quella dell’APE è una storia diversa, minore, sino ad oggi tramandata per lo più per via orale eppure ancora viva.

L'APE, Associazione Proletari Escursionisti, nasce a Lecco nel 1919, per poi diffondersi anche a Milano ed Alessandria. È stata la prima associazione sportiva italiana di orientamento socialista animate dalla convinzione lo sport non doveva essere solo appannaggio dell'elite borghese ma un diritto per tutti.

Lo sviluppo dell’APE, che nel giro di poco tempo arriverà a contare migliaia di iscritti e 26 sezioni in tutta Italia, scorre parallelo con quello del nascente fascismo. L’APE, che ha al suo interno provetti alpinisti, promuove gli sport di montagna come strumento di emancipazione sociale, di aggregazione, di mutuo soccorso e di lotta alla piaga allora endemica dell’alcolismo.

Gli Ideali dell'APE

L'attività sportiva diventa quindi strumento di emancipazione sociale, di riscatto della vita delle famiglie operaie, e di lotta contro l'alcolismo. Escursioni per tutti, uomini e donne, e alla portata di ogni tasca e di ogni esperienza. La montagna diventa una possibilità, una via di fuga dalla vita cittadina e dall'usurante lavoro in fabbrica, una condivisione collettiva di sapienza popolare ed ideali di stampo socialista.

Leggi anche: Escursionismo e ideali proletari: l'esperienza dell'APE

Le attività portate avanti nelle numerose città in cui l’associazione prese corpo andavano da quelle più blande, volte a ricreare senza stancare ulteriormente lavoratori e lavoratrici e attente ai costi di spostamento (spesso in bici) e di spesa collettiva, a quelle più impegnative, non sempre affrontate con l’attrezzatura necessaria.

Il Rapporto con il CAI e Altre Associazioni

Nel libro viene fuori la distanza politica e di orizzonte dell’Associazione con il più potente Cai. Alcuni soci sono oggi tesserati CAI, così come capita di andare in gita con persone provenienti da altri percorsi ancora. Ciascuno dei cento anni lungo cui si dipana il libro parla della distanza e dell’intreccio di queste organizzazioni.

L’associazione si presentò subito come diversa e in qualche modo antagonista (seppure senza confrontarcisi direttamente) rispetto al più classista e successivamente fascista CAI (Club di nome e di fatto, anche se assunse il termine Centro in seguito alle leggi che imponevano l’uso dei soli termini italiani).

L'APE Durante il Fascismo e la Resistenza

L'avvento del fascismo interrompe bruscamente il diffondersi dell'escursionismo proletario dell'Ape e molti "apeini" si unirono ai combattenti partigiani. Una storia lunga un secolo, interrotta, solo apparentemente, dalle leggi liberticide del ventennio fascista, durante il quale molti apeini si arruolarono tra le file dei partigiani, nascosti sui monti del Lecchese e della Bergamasca.

Alpinista e alpino, Pierino Vitali partecipò alla Resistenza nelle file della 112a brigata Garibaldi. Torre Vitali sulla Grigna meridionale nel lecchese è un monumento a cielo aperto che ricorda Pierino Vitali, detto Terramatta, il primo a scalare senza mezzi artificiali l’Ago Teresita nel 1929 con Giovanni Gandin e Giuseppe Riva. Quello di Vitali è un capitolo della più grande storia dell’ APE, Associazione antialcolica proletari escursionisti che Alberto Di Monte, detto Abo, geografo e alpinista, ha ricostruito nel saggio Sentieri Proletari ( Mursia, 2015.

Leggi anche: Requisiti Essenziali per Guide Turistiche a Parma

Il Dopoguerra e la Rinascita

All’indomani del 25 Aprile 1945 anche le attività del consorzio ripresero, senza tuttavia la spinta rivoluzionaria e la forza dei primissimi anni ’20. Dopo la guerra le attività dell’APE ripresero e “negli anni sessanta e settanta l’Associazione conobbe la sua maggiore espansione arrivando ad aprire sedi nella bergamasca e oltre. A Milano, il Gruppo Camosci trovò sede, a partire dal 1954, nei locali del Circolo Familiare di Unità Proletaria di Viale Monza.

Finita la Guerra però le associazioni si ricostituirono mantenendo la sua vocazione sociale. A metà degli anni ’80, dopo un breve periodo di stop delle attività, le sola sezione lecchese rinasce sotto l’egida di un impegno eminentemente sportivo, riunendo la vecchia guardia di arrampicatori e scialpinisti e una nuova generazione di marciatrici e corridori.

Lecco rimase il centro operativo dell’APE e proprio nel lecchese, al Pian dei Resinelli, fu edificato l’alveare, il rifugio della federazione delle sezioni dell’APE sparse un po’ in tutta la Lombardia. L’Associazione organizzava inoltre gare podistiche ed apriva in Grigna vie di arrampicata sportiva tra cui ricordiamo lo “Spigolo Ape”.

L'APE Oggi

L'Ape sopravvive sino ad oggi, con la fondazione della sede di Roma (2014) mai esistita in passato. Dopo cinque anni d’intensa attività e scrittura di quella storia rimasta sin qui orale, ben sei nuove sezioni animano i declivi che abbracciano le città di Bergamo, Bologna, Brescia, Grosseto, Lecco, Milano, Parma, Roma e Salerno.

Infatti, dopo un periodo in cui non era così facile trovare gruppi non istituzionali di escursionismo è ricominciato l’interesse per sentieri, cime, valli, boschi e se questo è rinato in ambito anche meramente sportivo, non è mancato l’interesse sociale e politico, che ha dato vita a numerosi gruppi sparsi in tutta Italia. Sarà perché basta pochissimo per aggregare: un paio di scarponi e una giacca a vento (a volte anche una felpa) e la voglia di passare del tempo insieme, al di là di età, condizione sociale ed esperienza.

Leggi anche: Attività e impatto delle associazioni straniere

Tornando all’APE, sono nate di recente due nuove sezioni: quella milanese legata al centro sociale Piano Terra e quella romana, che ha da pochissimo iniziato la gestione di un rifugio-alveare che ne ospiterà le iniziative fuori dalla città. L’APE di Lecco ha sede in via Saverio Fristch, dove ogni giovedì sera si incontrano i suoi aderenti.

TAG: #Escursioni

Più utile per te: