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Bauman: Stranieri alle porte – Un riassunto

Zygmunt Bauman, uno dei più noti e influenti intellettuali del secondo Novecento, maestro di pensiero riconosciuto in tutto il mondo, ci ha lasciato un'eredità di riflessioni profonde sulla società contemporanea. A lui si deve la folgorante definizione della «modernità liquida».

In "Stranieri alle porte", Bauman condensa l’analisi dei problemi generati dall’attuale “crisi migratoria” rifacendosi al pensiero di filosofi e storici. Bauman, il sociologo polacco scomparso nel 2017, in questo breve saggio condensa l’analisi dei problemi generati dall’attuale “crisi migratoria” rifacendosi al pensiero di filosofi (es. I. Kant), di storici (es.

È dall’inizio della modernità che alla porta dei popoli bussano profughi in fuga dalla bestialità delle guerre e dei dispotismi o dalla ferocia di una vita la cui unica prospettiva è la fame. Per chi vive dietro quella porta i profughi sono sempre stati stranieri.

Quel mondo fuori asse, autocompiaciuto, borioso e insensibile, convinto di non avere alternative, si lascia vivere alla giornata facendo finta di ‘potercela fare’. Contro lo spirito di questo mondo nuovo, Bauman scrive pagine indimenticabili, condividendo il principio magnificamente espresso dallo scrittore H.G. Wells: “Nessuno più dovrà vivere o essere al di sotto del proprio meglio”.

Oggi, però, è stato scatenato un vero e proprio attacco di ‘panico morale’, il timore che un qualche male minacci il benessere della società. Quei nomadi - non per scelta, ma per il verdetto di un destino inclemente - ci ricordano in modo irritante, esasperante e raccapricciante quanto vulnerabile sia la nostra posizione nella società e fragile il nostro benessere.

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Nelle zone sviluppate, mentre il mondo del business accoglie con favore manodopera a basso costo, i singoli temono la concorrenza sul mercato del lavoro che accentua il senso di insicurezza quotidiana. E così la crisi migratoria ha esasperato il “panico da migrazione” cioè la paura di perdere lo stile di vita che conduciamo.

Questo ci porta alla ricerca di un capro espiatorio, a screditare altri esseri umani accusandoli di vizi e intenzioni malevole (es. diffusione di malattie letali, terrorismo) e in tal modo giustificando la nostra indifferenza morale o il nostro rifiuto.

Infine smonta il mito dell’uomo/donna forte, dello straniero come pericolo da allontanare e avanza una soluzione forse utopica: un processo continuo di conoscenza reciproca, di dialogo e confronto per arrivare a una convivenza pacifica e vantaggiosa per tutti.

Noi siamo un solo pianeta, una sola umanità. Quali che siano gli ostacoli, e quale che sia la loro apparente enormità, la conoscenza reciproca e la fusione di orizzonti rimangono la via maestra per arrivare alla convivenza pacifica e vantaggiosa per tutti, collaborativa e solidale. Non ci sono alternative praticabili.

Dovremmo soffermarci e intendere le parole di papa Francesco: «Cancelliamo ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, e chiediamoci: chi ha pianto?

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Bauman è nato a Poznan’ nel 1925 da famiglia di origini ebree. All'inizio della seconda guerra mondiale fugge con i genitori in Unione Sovietica arruolandosi come volontario per combattere contro i nazisti. Terminata la guerra torna nel suo paese, dedicandosi allo studio della sociologia presso l'Università di Varsavia e conseguendo la laurea in breve tempo. Insegna all'Università di Tel Aviv, poi in Gran Bretagna dove dal 1971 al 1990 è professore di sociologia presso l'Università di Leeds. E’ morto all'età di 91 anni a Leeds il 9 gennaio 2017.

Laterza ha pubblicato quasi tutti i suoi libri, tra cui: Voglia di comunità; Modernità liquida; Amore liquido; Vita liquida; Modus vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido; Paura liquida; Capitalismo parassitario; “La ricchezza di pochi avvantaggia tutti”. Falso!; Danni collaterali; Babel (con E. Mauro); Per tutti i gusti. La cultura nell’età dei consumi; Stranieri alle porte; Retrotopia; L’ultima lezione (con W. Goldkorn); Il disagio della postmodernità; Cecità morale (con L. Donskis); A tutto campo. L’amore, il destino, la memoria e altre umanità (con P. Haffner); Male liquido (con L.

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