Monte Cimone e i Sentieri Panoramici di Caldonazzo
A pochi minuti da Trento, proponiamo un'escursione particolarmente impegnativa che, in 1000 metri di dislivello positivo, attraversa un mondo selvaggio ed inconsueto, dove incontrare gruppi di camosci non è infrequente. La solitudine dei boschi e delle creste percorse contrasta con la sottostante Valsugana ed i vicini laghi di Caldonazzo e Levico. Stretti sentierini si alternano a ripide salite in ampio bosco sino a giungere alla croce di vetta che "stranamente" si trova immersa nella zona boschiva.
Una delle escursioni più suggestive per ammirare il foliage in Trentino in autunno è il giro ad anello che collega il Sentiero Respiro degli Alberi al Monte Cimone sull'Alpe Cimbra. Un'escursione di medio livello di 14 km, 5 ore di cammino e 560 metri di dislivello, creata un po' a fantasia, che si snoda tra i sentieri nei dintorni di Lavarone.
Punto di Partenza e Indicazioni Generali
All'uscita sud dell'abitato di Caldonazzo, in direzione Lochere - Monterovere, appena attraversato il ponte sul Torrente Centa, la strada principale svolta a sinistra (centro sportivo); in corrispondenza della curva attraversare invece la sede stradale e svoltare a destra. Di fronte allo slargo indicato quale punto di partenza del nostro percorso (quota m. 500) si trova subito il primo cartello SAT che ci indica il sentiero n. 225 verso il Monte Cimone. Questo sarà il sentiero da seguire sino in cima.
Partenza alle ore 7.00 dal piazzale Pieve di S.
Sentiero Respiro degli Alberi
Punto di partenza di questa escursione è la frazione di Lanzino vicino al lago di Lavarone. Qui lascio la macchina nel piccolo parcheggio all'ingresso del paese. Dal parcheggio seguo le indicazioni per il Sentiero Respiro degli Alberi, attraverso il piccolo abitato e, dopo le case, svolto a sinistra prendendo un sentiero che si unisce alla partenza vera e propria del Respiro degli Alberi. In questo punto è presente la cartellonistica che spiega la filosofia di questo percorso tematico, a carattere permanente, di arte contemporanea nel bosco. L’elemento conduttore delle singole opere è l’albero quale elemento di vita.
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Il sentiero si snoda semi pianeggiante nel bosco ed è adatto a tutti. In questo periodo i faggi sono al massimo della loro bellezza per il foliage autunnale. Dopo circa 2,5 km, tra sculture di legno e colori dorati, arrivo al primo punto belvedere che regala una vista imbattibile sul lago di Caldonazzo! In questo punto finisce il Sentiero Respiro degli Alberi e inizia il tragitto che condurrà in cima al Monte Cimone. NB. Per chi cercava la passeggiata, consiglio di tornare lungo lo stesso percorso dell'andata.
Salita al Monte Cimone
Il primo tratto è caratterizzato da una stradina che, effettuata una doppia curva, corre brevemente accanto ad un campo coltivato (che resta sulla nostra destra). Percorse alcune decine di metri la stradina diviene sentiero ed entra nel bosco, subito ripido. Al km 0,55 (quota 655 m.) si incontra la strada forestale che si percorrerà interamente al rientro. La si segue per alcune centinaia di metri; si supera un bivio tenendo la sinistra (682 m. - 0,85 km) e si segue poi il sentiero ben segnalato che ci permette dapprima di "tagliare" un tornante e poi di prendere quota attraverso un ripido bosco ed una successione di crestine sino a tornare sulla stradina di rientro (incrocio con cartello SAT a 935 m. - 1,78 km.).
Si continua quindi a sinistra lungo la strada sino a giungere ad un cartello SAT (980 m. - 2,03 km.) che ci inviata a svoltare a sinistra per sentiero che si presenta subito ripidissimo. Da qui in poi non ci si può sbagliare. Si continua dapprima su facili creste, poi si risale un tratto in "campo aperto" che ci consente di vedere la caratteristica strada del "Menador", e si entra infine nella zona boschiva che, alternando brevi tratti pianeggianti a ripidi pendii e superbi scorci sul lago di Caldonazzo, ci condurrà sino alla croce di vetta (1525 m. - 3,79 km.).
All'inizio il sentiero è bello largo, poi si restringe e attraversa un breve tratto franato dove il tracciato, sebbene ben presente e sicuro, può dare problemi a chi soffre di vertigini. Un breve tratto lungo la salita al Monte Cimone è stretto e non adatto a chi soffre di vertigini, quindi, chi cerca passeggiate facili, consiglio di percorrere solo il Sentiero Respiro degli Alberi.
Alla prima segnaletica seguo le indicazioni per il Monte Cimone su sentiero 222. Dopo pochi minuti, all'altezza di questo punto non segnalato (ci sono i segni sugli alberi ma sono poco visibili) svolto a sinistra e salgo ripidamente nel bosco fino a raggiungere una stradina forestale. Qui vado a destra e raggiungo più avanti altri cartelli che invitano a svoltare a sinistra per il Monte Cimone. Lascio quindi la stradina e mi immergo di nuovo nel bosco tra i colori del foliage fino alla cima dal Monte Cimone mt 1565.
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La vista sulla Valsugana è davvero stupenda! Nei pressi della croce di vetta è presente anche un tavolo con panche dove si può consumare il pranzo al sacco!
Discesa e Percorsi Alternativi
La discesa proposta segue poi il sentiero n. 222 che nel tratto intermedio viene abbandonato per intraprendere uno splendido percorso panoramico.
A questo punto consigliamo di scendere per il "sentiero del Tamazol" contraddistinto dal segnavia n. 222. Dopo una prima serie di ripide discese si giunge ad incrociare una strada forestale (1400 m. - 4,28 km.). Si segue quindi la strada verso destra per alcune centinaia di metri sino ad incontrare un cartello segnaletico SAT che ci invita a svoltare a sinistra ritornando su sentiero (1333 m. - 4,55 km.). Il sentiero, alternando tratti più ripidi a tratti quasi pianeggianti, giunge ad intersecare la stradina/sentiero che proviene da Lavarone (1243 m. - 4,84 km.).
Si continua ora verso destra, in leggera discesa, fino ad incontrare un successivo bivio (1203 m. - 5,29 km.); a sinistra continua il sentiero n. 222 mentre a destra la segnaletica indica "Caldonazzo S.d.P." e "Passeggiata panoramica". E' quest'ultima la direzione da noi consigliata atteso che ci permette di percorrere un sentiero bellissimo con panorama incomparabile sul lago di Caldonazzo. Scalini in legno si alternano a ponticelli in legno per una corsa entusiasmante. Al km 7,11 (980 m.) si incontra nuovamente il cartello SAT che ci aveva fatto abbandonare la stradina in salita per immergerci definitivamente nei boschi del Monte Cimone.
Ripercorriamo quindi a ritroso la stradina solo per brevissimi tratti seguita in salita. Evitiamo infatti le deviazioni verso i sentieri e continuiamo con il lago di Caldonazzo dinnanzi a noi lungo la piacevole strada che si allarga man mano che si scende verso valle. A quota 580 m.
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Sentiero del Tamazol
Sentiero panoramico, nei punti più esposti attrezzato con funi corrimano e gradini, che interessa il panoramico costone roccioso del Tamazòl e che conduce fin sulla cima del monte Cimone. Si consiglia l'abbinamento al sent. Dal Col delle Albarèle, raggiungibile per il sent. SAT 219, in circa mezz'ora, dalla loc. Pineta di Caldonazzo, saliamo per il bosco misto che ricopre il costone lungo il quale si sviluppa il percorso e che guadagna quota compiendo numerosi stretti tornanti. A quota 1020 incontriamo le prime attrezzature e con percorso articolato e panoramico superiamo una ripida cengia che permette di oltrepassare un impegnativo salto roccioso e giungere sul prato che si trova in cima al Monte Tamazòl. Ammirata la splendida veduta sull'Alta Valsugana, torniamo nel bosco e in breve arriviamo all'incrocio con il Sentiero della Pace. Sul medesimo svoltiamo a destra e proseguiamo in comoda salita, rimanendo al margine di una scarpata che precipita nella profonda Val Scura. A quota 1200 m abbandoniamo il "SdP" che continua verso Casare e Virti e imbocchiamo sulla sinistra il sentiero che sale il ripido bosco e che conduce a una strada forestale che dobbiamo seguire a destra, in leggera salita, fino a raggiungere l'ampia radura del Pra del Kempel. Giriamo a sinistra e ci inoltriamo in un bosco di abete rosso, fino a toccare la grande croce di ferro eretta nel bosco della cima del monte Cimone. Qui confluiscono anche i sentieri SAT 220 e 225.
Altre Opzioni di Percorso
La salita qui proposta rappresenta anche una interessante via di accesso all'altopiano di Lavarone. Per chi ha un po' di tempo in più a disposizione possiamo consigliare, una volta giunti in cima al Monte Cimone, di seguire il sentiero n. 220 verso Spiazzo Alto (al termine della strada del "Menador"); di qui, pochi metri dopo l'uscita del nostro sentiero, sempre sul lato destro si può prendere la strada forestale ottimamente corribile che conduce, poco prima della località Bertoldi, ad un caratteristico cimitero di guerra Austro-Ungarico.
Seguendo inizialmente il sentiero n. 224 ed oltrepassata la località Stengheli si arriva ad un crocevia. In presenza di neve alcuni ripidi tratti in discesa possono presentarsi come pericolosi; inoltre il sentiero, seppure sempre ben segnalato, potrebbe essere di difficile individuazione. La primavera e l'autunno sono sicuramente le stagioni migliori per percorrere questo itinerario.
Belvedere e Baita Belem
Fatte le foto di rito proseguo la mia escursione seguendo le indicazioni per Baita Belem, Bertoldi Lavarone.
Inizio a scendere nel bosco e, ad un certo punto, arrivo ad un altro punto belvedere che regala una vista bellissima sui laghi della Valsugana e le vette della Panarotta, Pergine Valsugana e Valle dei Mocheni. Continuo sempre sullo stesso sentiero e raggiungo la località di Hinderoch. Qui vi consiglio di fare la breve deviazione di 5 minuti (segnaletica) che conduce al belvedere più bello. Davanti ai miei occhi il lago di Caldonazzo, il lago di Levico Terme e, sullo sfondo, il Monte Bondone, la Paganella e le Dolomiti di Brenta! Ovviamente foto a manetta e ritorno al punto di prima immerso in un foliage da sogno.
Ora bisogna seguire le indicazioni per Baita Belem. Su sentiero raggiungo in discesa una strada forestale, svolto a destra, passo per questa suggestiva baita e continuo sempre a scendere fino a trovare le indicazioni per Slaghenaufi e cimitero di guerra. Consiglio di abbandonare il sentiero e fare un visita al cimitero di guerra di Slaghenaufi (circa 10 minuti), un luogo molto suggestivo, carico di storia e di silenzi, dove sono sepolti oltre 750 soldati austro ungarici nel luogo in cui, durante la prima guerra mondiale, si trovava l'ospedale militare austroungarico.
Ritorno di nuovo al punto di prima e cammino ora in direzione della baita Tana Incantata.
Drago di Vaia e Rientro
Una volta nei pressi della baita, vado sempre dritto e seguo le indicazioni per il Drago di Vaia, una bellissima scultura costruita con gli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia che tutti ormai conoscono. Siamo quasi alla fine della nostra escursione.
Per un breve tratto seguo il percorso dell'andata, seguo poi le indicazioni per Gionghi e, poco prima del monumento a Fritz Jung, svolto a destra per la località Bertoldi. Una volta raggiunte le case del paese, continuo sulla strada asfaltata tenendo la destra e mi immetto nel Sentiero delle Sorgenti (indicazioni). Seguo poi a sinistra la segnaletica per Lanzino, rientro di nuovo nel bosco all'altezza di Stengheli, raggiungo la strada provinciale e riprendo poco più avanti il sentiero sulla destra, fino a raggiungere il tracciato di questa mattina in direzione Respiro degli Alberi.
Raggiungendo la cima si compie lungo la ripida parte finale (sentiero 222), completamente immersa nel bosco. La cima è contraddistinta da folta vegetazione e la bella croce di vetta risulta inappropriata, per dimensioni, alle alte piante che puntellano la sommità. Si scende o per il percorso di salita e seguendo il percorso 225 SAT (Sentiero dei Piani) che digrada in modo diretto sul versante nord.
Tabella Riassuntiva dei Sentieri
Sentiero | Difficoltà | Caratteristiche |
---|---|---|
Sentiero Respiro degli Alberi | Facile | Percorso tematico con opere d'arte nel bosco, adatto a tutti. |
Sentiero del Tamazol (SAT 222) | Medio/Difficile | Panoramico, attrezzato con funi e gradini, esposto in alcuni tratti. |
Sentiero 225 | Difficile | Ripido, attraverso boschi e creste, conduce alla croce di vetta del Monte Cimone. |
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