Informazioni sul Trenino Turistico di Carloforte
Per conoscere Carloforte, niente di meglio che ascoltare i suoi racconti e visitarla a bordo del trenino turistico.
Come Arrivare a Carloforte
I traghetti per Carloforte salpano da Portovesme e da Calasetta: il primo impiega circa 40 minuti, il secondo 30. È possibile raggiungere gli imbarchi di Portovesme e Calasetta anche con i trasporti pubblici. Se arrivate in macchina, potete lasciarla presso il porto di partenza.
A Portovesme acquistiamo un biglietto di sola andata per Carloforte. La traversata non dura molto, circa 30/45 minuti.
La Storia di Carloforte
Di fatto Carloforte è un’isola linguistica e di usanze liguri. Questa particolarità si deve al fatto che la storia della sua fondazione, riecheggiante tra avventure in lontane colonie, disavventure piratesche e concessioni feudali, sembra essere uscita da un romanzo dall’ambientazione esotica. L.A.VO.C. Carloforte racconta una storia di gente di mare. L’avventura di antenati genovesi che di questa terra selvaggia fecero piccola patria: cuore di fiorente marineria di pesca e di viaggio, gelosa terraferma in cui tornare.
In epoca antica, siamo a circa a metà del 1500, dei coraggiosi mercanti liguri lasciarono la terra natia e si insediarono lungo le coste tunisine, sull’isola di Tabarka. Tuttavia la vita a Tabarka non era sempre semplice. Fu per queste ragioni, sempre più intollerabili, che i tabarkini verso la metà del 1700 decisero di abbandonare l’isola in cerca di un luogo dove poter continuare i propri commerci. Ricevettero dal re di Sardegna, Carlo Emanuele III, il permesso di colonizzare l’Isola degli Sparvieri, a quel tempo brulla e disabitata. Come ringraziamento al re, la nuova città venne chiamata Carloforte (il Forte di Carlo).
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Nel 1738 con l’aiuto di Carlo Emanuele III di Savoia sull’isola arrivò un popolo di origine ligure proveniente dall’isola di Tabarka, situata al largo della Tunisia, dove la vita dei pescatori era diventata sempre più difficile e tanti di loro erano stati ridotti in stato di schiavitù. La città fondata dai nuovi abitanti prese il nome di Carloforte, in onore di Carlo Emanuele.
Una delle particolarità dell’isola di San Pietro è la lingua parlata dai locali, una varietà del dialetto genovese.
Cosa Vedere a Carloforte
Passeggiamo addentrandoci nelle vie, strette e lastricate, decisi a scoprire cosa vedere a Carloforte. Risaliamo fino a raggiungere le antiche mura, ormai esistenti solo in parte. Assaporiamo gli odori e i suoni del borgo. Scendiamo poi verso la zona portuale. Qui un lungo canale, dove sono attraccate numerose barchette, delimita la distesa d’acqua degli stagni delle saline. In quest’area, sfruttando la particolarità del paesaggio, della vegetazione e della fauna, è stato creato un piccolo parco.
Di certo si distingue ‘U Palassiu‘, edificio di inizio Novecento che oggi ospita il cineteatro Giuseppe Cavallera. Altro edificio amato dai tabarchini è la Chiesa della Madonna dello Schiavo. Sul lungomare si distingue il monumento a Carlo Emanuele III, al centro del quale si distingue il sovrano a cui è dedicata la città. Spostandosi fuori dal centro, in località Spalmadureddu, si può trovare (oltre ad un grazioso lungomare) la Torre San Vittorio. Questo avamposto difensivo è costruito con blocchi di trachite e dal 1898 venne convertito a osservatorio astronomico.
Oggi Carloforte è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, con le sue casette colorate, tipiche di un villaggio di pescatori. Obbligatorio fare un giro nel centro storico alla scoperta di Piazza della Repubblica, della Chiesa di San Bartolomeo, dell’Arco di via Solferino con la sua bellissima scalinata e dell’Edicola del XVIII secolo. Allontanandosi dal centro, si va verso le saline di Carloforte, uno stagno naturale dove non è difficile imbattersi in diversi esemplari di fenicotteri rosa.
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Giunti al porto ci riallacciamo al lungomare e lo percorriamo quasi interamente godendoci il pomeriggio che sta volgendo a sera. Sono quasi le 17, orario in cui salpa l’ultimo traghetto che lascia l’isola prima di sera.
L'Isola di San Pietro
Se hai abbastanza tempo non puoi rinunciare a un tour dell’Isola di San Pietro. Questo ‘scoglio’, oltre a Carloforte, è pronto a stupirti con spiagge, calette e architetture naturali. Verso sud, invece, troverai la spiaggia La Bobba, molto scenografica.
Come narra la leggenda, il nome dell’isola è legata al Santo Pescatore. Sembrerebbe che San Pietro sia approdato qui nel 46 d.C. per ripararsi da una tempesta.
Eventi a Carloforte
Tra maggio e giugno l’isola è in festa per il Girotonno, evento gastronomico internazionale che esalta e rivisita le specialità a base di tonno con competizioni culinarie e live cooking show. Al mese di luglio trovi il festival Creuza de Mà, musica per cinema. È un evento culturale ormai ricorrente che indaga il connubio magico esistente tra musica e immagini.
Il Periodo Migliore per Visitare Carloforte
La bella stagione qui arriva in fretta. Il cielo è subito abbagliante, la campagna accende i suoi colori e l’aria profuma di selvatico. Si rasserena anche il mare, che ora sembra emettere luce propria, carico di ogni verde e di ogni azzurro. È il periodo migliore per gli amanti del trekking e della bicicletta. A Carloforte i mesi caldi vengono prima e vanno via dopo. Tutto all’improvviso si anima: le strade, le spiagge, le vele a mare, le lunghe serate in paese. Si sta volentieri all’aperto, nei vicoli, sulle seggiole fuori dalle case, ai tavolini dei bar.
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A San Pietro l’autunno arriva lento e in ritardo. All’inizio, quando al nord si aprono i primi parapioggia, qui ancora si fa il bagno, si va in barca, si prende il sole. I colori della campagna si fanno più intensi e torna la voglia delle lunghe passeggiate e delle pedalate in bicicletta. L’inverno viene anche nell’Isola di San Pietro. Ma è breve e diverso: mitigato nel clima dal mare circostante, a febbraio promette già primavera.
Nella sua totalità l’Isola di San Pietro, e in particolare Carloforte, meritano sicuramente una visita.