Accordo di Schengen: Una Spiegazione Dettagliata
L’area Schengen è una zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne, istituita il 14 giugno 1985 con l’accordo che prende il nome dall’omonima cittadina lussemburghese in cui venne sottoscritto da Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Ogni anno i cittadini europei effettuano più di 1,25 miliardi di viaggi nello spazio Schengen, attraversando le frontiere interne senza controlli. Su proposta della Commissione Europea è stato avviato un processo di revisione del funzionamento del sistema Schengen.
Se oggi è data per scontata la possibilità di circolare nell’Unione Europea, il cammino per giungere a tale risultato non è stato facile. Il muro di Berlino è stato infatti per molto tempo uno dei simboli più concreti e terribili della negazione della libertà di movimento, un muro che spaccò in due la Germania fino al 1989 e che impedì alla popolazione di spostarsi da una parte all’altra della città e del paese stesso. Dopo un lungo cammino alimentato dal pensiero di tanti intellettuali lungimiranti (basti pensare al manifesto di Ventotene) che hanno fermamente creduto nell’Europa unita come antidoto ad ogni nazionalismo, si è giunti, finalmente, agli accordi di Schengen e al trattato di Maastricht.
Origini e Sviluppo dell'Accordo di Schengen
La nascita della forma primordiale della zona di libera circolazione è avvenuta il 14 giugno 1985 con la firma dell'accordo di Schengen, nome che proviene dall'omonimo villaggio lussemburghese nel quale è stato siglato il patto. All'inizio erano cinque i Paesi membri: Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Poi, nel 1990 è stata firmata la convenzione e nel 1995 è entrata in vigore, dando luce al codice frontiere Schengen: l'insieme di regole che ha portato ad una progressiva cancellazione dei controlli alle frontiere interne e, quindi, alla libera circolazione dei cittadini dei Paesi firmatari.
L’accordo di Schengen prevede la soppressione di tutti i controlli di frontiera tra la maggior parte dei Paesi membri dell’Unione. Firmato nel 1985, divenne efficace a partire dal 1996, per cui i controlli di confine fra i vari Paesi europei scomparvero e le frontiere stesse furono eliminate. All’improvviso fu possibile, per chi proveniva dall’Italia, spostarsi in Austria o Francia senza dover esibire alcun documento. Il trattato di Maastricht del 1992 ha istituito la cittadinanza dell’Unione Europea. Ogni cittadino di uno stato membro dell’Unione è cittadino europeo, con piena libertà di circolazione e di soggiorno negli stati membri e il diritto di voto ed eleggibilità alle elezioni comunali dello stato membro in cui risiede.
Cos'è la Convenzione di Schengen
Lo spazio Schengen è la più grande zona di libera circolazione al mondo: nato ufficialmente con una convenzione nel 1990, ad oggi unisce 27 Paesi europei, di cui 23 fanno parte dell'Unione europea. L'accordo ha cancellato i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen, armonizzando invece quelli ai confini esterni e creando un coordinamento delle forze di polizia.
Leggi anche: Cooperazione internazionale: il ruolo della Svizzera
La convenzione prevede che gli Stati che ne fanno parte cooperino anche sulle operazioni di polizia interna, ad esempio consentendo gli inseguimenti trans-frontalieri, e collaborino per un corretto funzionamento della giustizia penale, ad esempio scambiando informazioni rilevanti ai casi. Gli Stati che fanno parte della convenzione possono rilasciare i visti Schengen, cioè le autorizzazioni che consentono ai viaggiatori di entrare nello spazio per soggiorni di breve durata o motivi di transito. La convenzione di Schengen viene considerata una delle principali conquiste del progetto comunitario per l'apporto che ha dato al principio dell'integrazione europea, creando un maggiore senso di cittadinanza europea attraverso la semplicità degli spostamenti in quasi tutta l'Unione, esattamente come avviene all'interno dei singoli Stati.
Paesi Membri e Non Membri
Ad oggi sono 27 gli Stati che fanno parte dello spazio Schengen: 23 sono membri dell'Unione europea, mentre 4 - Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera - sono dell'Efta, l'Associazione europea di libero scambio. I Paesi comunitari che non hanno firmato ancora la convenzione sono Irlanda, Bulgaria, Cipro e Romania: questi ultimi tre entreranno presto nello spazio Schengen, mentre lo l'Irlanda effettua controlli alle frontiere ma fa parte della cooperazione tra le forze di polizia e anche in materia giudiziaria penale.
Invece, i Paesi membri dell'Unione che ne fanno parte sono: Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia. Tutti questi Stati, assieme ai 4 che fanno parte dell'Efta, sono gli unici titolati a rilasciare i visti Schengen, mentre Irlanda, Bulgaria, Cipro e Romania non possono.
Visti Schengen
Chi vuole visitare l'Unione europea, ma non proviene da un Paese che fa parte dello spazio Schengen, ha bisogno del visto. soggiorni di breve durata previsti o transito nel territorio di uno Stato Schengen (visto per soggiorno di breve durata); il transito nelle zone internazionali di transito degli aeroporti degli Stati Schengen (visto di transito aeroportuale).
Sospensione dell'Accordo e Misure di Sicurezza
In questi ultimi giorni si sta parlando molto di questa convenzione in seguito alla sua sospensione temporanea per motivi di sicurezza da parte di 11 Paesi europei: Italia, Slovenia, Austria, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Svezia, Danimarca e Norvegia. La decisione è stata presa in seguito agli attentati che hanno sconvolto le città di Arras e Bruxelles, col timore che la minaccia del terrorismo possa tornare a far tremare l'Europa. Questo significa che saranno fatti i controlli ai documenti di chiunque provi a entrare o uscire da questi Stati.
Leggi anche: Caratteristiche dell'Accordo di Schengen
La sospensione della convenzione di Schengen è una misura che è consentita come extrema ratio in risposta a minacce alla sicurezza nazionale: tra il 2020 e il 2022 era stati ripristinati i controlli alle frontiere per motivi legati alla pandemia da Covid-19, mentre nel 2015 era successo a causa degli attentati terroristici in Europa e dell'improvviso flusso di migranti. Per questo motivo, in seguito agli attentati avvenuti ad Arras e a Bruxelles e agli allarmi anti-bomba lanciati nei giorni scorsi, undici Paesi che fanno parte della spazio Schengen (l'unico Stato non-Ue tra questi è la Norvegia) hanno deciso di sospendere la convenzione.
Controlli Eccezionali Permessi da Schengen
Anche se le frontiere interne dovrebbero esistere soltanto sulla carta, i membri dello spazio Schengen hanno comunque la possibilità di ristabilire controlli eccezionali e temporanei. Questa decisione dev’essere giustificata da una “minaccia grave per l’ordine pubblico e la sicurezza interna” o da “gravi lacune relative al controllo delle frontiere esterne” che potrebbero mettere in pericolo “il funzionamento generale dello spazio Schengen”, come si legge nella documentazione della Commissione europea.
La prima a farlo è stata l'Italia: dal 21 ottobre sarà aumentata la sicurezza ai confini con la Slovenia. Quindi, per entrare e uscire dagli undici Stati che hanno sospeso l'accordo non sarà più possibile attraversare liberamente la frontiera, ma sarà necessario passare attraverso dei controlli durante i quali sarà verificata la validità dei propri documenti. Come sottolineato da Palazzo Chigi, per quanto riguarda l'Italia "le modalità di controllo saranno attuate in modo da garantire la proporzionalità della misura, adattate alla minaccia e calibrate per causare il minor impatto possibile sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico merci".
Il Futuro di Schengen
Lo spazio Schengen, uno degli avanzamenti più concreti dell’Unione europea, è una zona di libera circolazione dove i controlli alle frontiere sono stati aboliti per tutti i viaggiatori, salvo circostanze eccezionali. Lo spazio Schengen è attualmente composto da 26 paesi, di cui 22 membri dell’Unione europea e quattro non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). Non ne fanno parte Bulgaria, Cipro, Croazia, e Romania, per cui il trattato non è ancora entrato in vigore, e Irlanda e Regno Unito, che non hanno aderito alla convenzione esercitando la cosiddetta clausola di esclusione (opt-out).
Tabella dei Paesi Membri e Non Membri di Schengen
Stato | Membro UE | Parte di Schengen |
---|---|---|
Austria | Sì | Sì |
Belgio | Sì | Sì |
Croazia | Sì | Sì |
Repubblica Ceca | Sì | Sì |
Danimarca | Sì | Sì |
Estonia | Sì | Sì |
Finlandia | Sì | Sì |
Francia | Sì | Sì |
Germania | Sì | Sì |
Grecia | Sì | Sì |
Ungheria | Sì | Sì |
Italia | Sì | Sì |
Lettonia | Sì | Sì |
Lituania | Sì | Sì |
Lussemburgo | Sì | Sì |
Malta | Sì | Sì |
Paesi Bassi | Sì | Sì |
Polonia | Sì | Sì |
Portogallo | Sì | Sì |
Slovacchia | Sì | Sì |
Slovenia | Sì | Sì |
Spagna | Sì | Sì |
Svezia | Sì | Sì |
Islanda | No | Sì |
Liechtenstein | No | Sì |
Norvegia | No | Sì |
Svizzera | No | Sì |
Bulgaria | Sì | No |
Cipro | Sì | No |
Romania | Sì | No |
Irlanda | Sì | No |
Leggi anche: Libera Circolazione: L'ingresso di Romania e Bulgaria
TAG: