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Il Cimitero Acattolico di Roma: Storia e Personaggi Illustri

Il cimitero acattolico di Roma, conosciuto anche come "il cimitero degli inglesi", accoglie le spoglie di tantissime personalità illustri, tra cui anche importanti scrittori, che in vita non hanno praticato la religione cattolica e che, per tale ragione, non possono essere sepolti in terra consacrata. È uno dei luoghi di sepoltura tutt’ora in uso più antichi in Europa.

Dove si trova il cimitero acattolico di Roma?

Il cimitero acattolico si trova in Via Caio Cestio, 6 nel Rione di Testaccio a Roma, a ridosso della Piramide di Caio Cestio e delle Mura Aureliane. Quest’area fu scelta dai signori non cattolici verso la fine del 1600 e adibita a luogo di sepoltura. Si raggiunge facilmente grazie alla metro B, scendendo alla stazione Piramide.

Origini e Storia

Le prime sepolture di eretici in quel luogo risalgono probabilmente alla fine del XVII secolo, ma la prima sepoltura conosciuta grazie alle fonti è del 1716 e riguardò uno scozzese, Mr. Arthur, sostenitore del re esule britannico Giacomo III. Area sepolcrale destinata in origine ai soli protestanti e ubicata nel quartiere Testaccio.

È con Papa Clemente XI, intorno al 1716, a seguito anche della presenza degli Stuart giunti in esilio a Roma, che concederà ai protestanti di poter essere sepolti in un terreno proprio adiacente la Piramide. Fino agli inizi del 1700 c’era il divieto di seppellire all’interno delle mura di Roma persone non cattoliche. Finalmente la città eterna ha un luogo destinato ad accogliere l’eterno riposo degli stranieri non cattolici residenti a Roma. Il papato non accordò mai nessun privilegio formale al cimitero, ma questo fu tollerato e poté svilupparsi quasi senza controlli, per non indispettire le potenze protestanti d’Oltralpe che avrebbero potuto rivalersi sui cattolici che ospitavano nei loro stati.

Monumenti sepolcrali sulle tombe presero a essere eretti nella seconda metà del ‘700 e solo alla fine di quel secolo le autorità romane cercarono di regolare le attività funerarie. Le sepolture nel settore originario del Cimitero, che occupava un'area di 0,5 ha, furono interrotte nel 1822. Le autorità romane volevano evitare che la vista della Piramide risultasse ostacolata dai sepolcri, ma vollero anche garantire uno sviluppo più ampio e meno congestionato dell’area sepolcrale. Il cimitero acattolico di Roma ha subito ampliamenti diverse volte nel tempo fino ad arrivare a quella che è la dimensione di oggi.

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Venne così concesso un lotto di terreno adiacente a ovest (“Cimitero nuovo”) che venne circoscritto da un muro perimetrale e in seguito protetto da un fossato. L’aspetto del luogo quale esso è apprezzabile attualmente è il risultato di una serie di ampliamenti successivi, l’ultimo dei quali risalente al 1894, quando l'Ambasciata di Germania acquistò, per conto delle colonie estere acattoliche, circa 4.300 m2 che integrarono l'area sepolcrale, mentre la cappella venne edificata nel 1898.

Dichiarato nel 1918 Zona monumentale d’interesse nazionale, luogo cardinale per la storia delle relazioni tra Santa Sede e Paesi protestanti, rischiò d’essere cancellato dai progetti di sviluppo del quartiere operaio di Testaccio tra il 1872 e la fine della Prima guerra mondiale.

Il cimitero acattolico di Roma è diviso in due parti: la parte più antica è quella che si trova alle spalle della piramide Cestia, una zona verde alberata dove spuntano le vecchie tombe del ‘700. La parte moderna, costruita a partire dalla prima metà dell’800, è circondata da mura ed è più grande e completamente diversa dall’altra.

Tra le prime sepolture del Cimitero Testaccio citate dalle fonti c’è quella di William Arthur, seguace del re esule Giacomo Stuart, morto nella Città Eterna per sfuggire alle repressioni dei Giacobini in Scozia (1716). Un cimitero tollerato che, verso la seconda metà del Settecento, iniziò ad ospitare veri e propri monumenti sepolcrali; è la fine del secolo quando, cercando di regolare le attività funerarie, furono interrotte le sepolture nell’area antica.

Personalità Sepolte

Passeggiare per il cimitero potrebbe sembrare tetro o cinico e invece si può rivelare una vera esperienza non solo dal punto di vista emotivo ma anche da quello storico artistico! Infatti qui sono sepolti molti artisti e personaggi illustri, stranieri ed italiani, ed è possibile, tramite le loro tombe, ripercorrere gli anni più interessanti della storia della città tra il XIX e il XX secolo. Come in molte altre parti di Roma, nel cimitero acattolico si trova una colonia felina e addirittura è stata dedicata una lapide in onore del gatto Romeo noto per il suo essere affettuoso con i numerosi visitatori.

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Tra i personaggi che in esso hanno trovato sepoltura vi sono J. Keats, P.B. Shelley, A. Gramsci, W. Story, A. Labriola, C.E. Gadda, B. Pontecorvo, G. Corso, D. Bellezza, L. d’Eramo, M. Mafai e A. Rosselli. Numerosi scrittori, pittori, scultori, archeologi, architetti e diplomatici che hanno concluso i loro giorni nella capitale, sono sepolti nel Cimitero Acattolico di Roma. Ma in totale ci sono circa 4.000 persone sepolte, per lo più inglesi e tedeschi, ma anche italiani, americani, scandinavi, russi e greci.

  • John Keats: il poeta è sepolto in questo luogo per sua volontà, perché lo riteneva il punto più bello dove riposare. Nella parte più antica riposa John Keats, morto a Roma di tubercolosi e ricordato dagli amici con un epitaffio pieno di affetto, che si conclude con le parole del poeta, “qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua”.
  • Percy Bysshe Shelley: morto nell’affondamento di una nave vicino a Portovenere, il poeta e scrittore britannico venne cremato sulla spiaggia di Viareggio, dove fu ritrovato il suo corpo. Nella parte nuova del cimitero acattolico di Roma sono sepolte le ceneri di Percy Bysshe Shelley, annegato in mare al largo di Portovenere durante una tempesta.
  • Antonio Gramsci: anche Gramsci riposa nel cimitero acattolico (venne sepolto qui, sebbene fosse battezzato, perché sposato con una donna russa, oltre che per la sua laicità successiva). Una delle tombe più amate è quella di Antonio Gramsci, e lo si capisce dal numero di fiori e di biglietti lasciati sopra.
  • Carlo Emilio Gadda: anche lo scrittore famoso per il suo "Quer pasticciaccio brutto di via Merulana" è stato sepolto in questo cimitero.
  • Luce d’Eramo: la tomba della scrittrice è qui dal 2001, anno della sua morte.
  • Andrea Camilleri: scomparso la mattina del 17 luglio 2019, Andrea Camilleri è l’ultimo scrittore famoso italiano sepolto nel cimitero acattolico di Roma. Per volontà della famiglia non è stata allestita la camera ardente e lo scrittore è stato sepolto con una semplice cerimonia privata, non aperta al pubblico. Per Camilleri è stata la sua spiccata laicità, sempre ben chiara a tutti, a permettergli di avere un posto in questo luogo.

Altre figure di spicco includono August von Goethe, figlio del celebre Johann Wolfgang.

L'Angelo del Dolore di William Wetmore Story

Tra tutte emerge quella che l’artista americano William Wetmore Story scolpì per la moglie, morta prematuramente: un bellissimo Angelo del Dolore che dopo aver pianto tutte le sue lacrime, cade disperato sopra la tomba della donna. Un angelo è riverso su un cippo: è l’Angelo del Dolore, una delle tombe più ammirate del Cimitero Acattolico di Roma. Un Angelo si addolora perdendosi in un pianto eterno; le gambe sembrano non sopportare il peso della sofferenza; così, si appoggia dolente a un cippo. Le grandi ali sfiorano inerti il terreno; un braccio si abbandona mentre le lacrime solcano il viso.

Informazioni Utili per la Visita

È possibile visitare il cimitero dal lunedì al sabato 9:00 - 17:00, mentre la domenica e festivi fino alle 13.00. Alla sinistra dell’ingresso c’è un piccolo centro informazioni dove si può comprare la mappa delle tombe. Entrata a pochi passi dalla Stazione Piramide, alle spalle della Piramide Cestia, in via Caio Cestio 6; ingresso gratuito, ma una donazione di almeno 5,00 Euro è ben gradita: contribuirete al mantenimento del Cimitero Monumentale.

Secondo le regole del cimitero possono essere ancora oggi seppelliti cittadini stranieri, preferibilmente di area anglosassone, ma espressamente di religione non cattolica e residenti in Italia al momento del decesso.

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