Escursioni sulla Maiella: Sentieri e Rifugi
Il Parco Nazionale della Maiella, situato in Abruzzo, è una meta imperdibile per gli amanti della natura e del trekking. Con oltre 1200 km di sentieri, il parco offre una vasta gamma di percorsi escursionistici, adatti a famiglie, esperti e diversamente abili. Questo articolo fornisce informazioni dettagliate sui sentieri e rifugi della Maiella, con un focus particolare sul trekking al Monte Amaro, la vetta più alta del massiccio.
Il Parco Nazionale della Maiella
Il Parco Nazionale della Maiella è considerato uno dei polmoni verdi dell'Abruzzo, un'oasi naturale che ospita diverse specie vegetali, rare specie animali, alte vette e innumerevoli itinerari da percorrere a piedi, in bici o a cavallo.
Istituito nel 1991, il Parco comprende il grande massiccio della Maiella, le montagne del Morrone, i monti Pizi e il gruppo del Monte Porrara. Più della metà del suo territorio si estende sopra i 2000 metri con la vetta più alta che è quella del Monte Amaro a 2793 metri d’altitudine. All’interno del territorio del Parco della Maiella si trovano ben sette riserve naturali statali e i botanici hanno rilevato la presenza di più di 2100 specie vegetali, alcune delle quali sono state rinvenute per la prima volta proprio qui.
Trekking al Monte Amaro: Diverse Vie
Per salire al Monte Amaro ci sono diverse vie, alcune più ripide e brevi, altre più dolci e lunghe.
Via Normale dal Passo San Leonardo
La Via Normale al Monte Amaro parte dal Passo San Leonardo, nella grande vallata tra il Morrone e la Majella. È la via più breve, ma anche quella più ripida, con meno acqua, esposta per gran parte del sentiero e con un dislivello notevole se la si affronta in giornata: +1774m circa in salita. Si consiglia solo ad escursionisti molto esperti ed allenati, non solo per il dislivello, ma anche per le condizioni climatiche (sole, caldo, pietra chiara e niente acqua) e dei sentieri (pietrosi, è facile scivolare).
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Via dal Rifugio Bruno Pomilio (Blockhaus)
La via più semplice al Monte Amaro e con meno dislivello è quella che parte dal Rifugio Bruno Pomilio, ai piedi del monte Blockhaus. Si prosegue lungo il crinale in quota fino al Monte Focalone, volendo deviando per una foto fino al bellissimo bivacco Fusco, affacciato sull’enorme caldera e sui crinali del Monte Acquaviva. Dal Monte Focalone si prosegue in un lungo su e giù in alta quota fino al Monte Tre Portoni e da lì l’ultima, faticosissima anche se non ripida ascesa per il Monte Amaro.
È il percorso in assoluto più semplice e con meno dislivello: +1219 metri, partendo dai 1889m del Rifugio Pomilio. Non è comunque un percorso adatto a tutti, perché si tratta in ogni caso di 12km di percorso sola andata, con scarsità d’acqua (dopo il rifugio, c’è la fonte Acquaviva e la fonte Ghiacciata in cima alla prima salita per il Monte Focalone) e sempre esposto al sole.
Via da Guado Sant'Antonio
La terza via di trekking al Monte Amaro è quella che parte da Guado S. Antonio, il punto più alto dove porta la strada, con “soli” +1672m in salita. È un percorso scenografico sempre a strapiombo ma con panorami pazzeschi sul Morrone che ha il vantaggio di essere all’ombra al mattino presto, almeno nella seconda metà del percorso, che rimane protetto sul lato occidentale del crinale.
Trekking di Tre Giorni: Un'Esperienza Appagante
Un esempio di trekking di tre giorni al Monte Amaro può essere così strutturato:
- Primo Giorno: Caramanico Terme - Gole dell’Orfento - Rifugio Di Marco.
- Secondo Giorno: Rifugio Di Marco - Rifugio Pomilio - Monte Amaro - Bivacco Pelino.
- Terzo Giorno: Bivacco Pelino - Monte Tre Portoni - Rifugio Paolo Barrasso - Caramanico.
Questo trekking è impegnativo, ma offre paesaggi lunari e la possibilità di ammirare la flora d’alta quota della Majella.
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Rifornimento di Acqua e Cibo
Le criticità maggiori in un giro di più giorni sono il rifornimento d’acqua e di cibo. Bisogna portarsi dietro ogni cosa necessaria alla sopravvivenza per quei tre giorni. Per ridurre i pesi il più possibile, è consigliabile utilizzare cibi disidratati, bilanciati e abbondanti.
Per l'acqua, è fondamentale studiare il percorso e pianificare i litri d’acqua (molti, moltissimi) in funzione del meteo e delle fonti disponibili. Acquistare la cartina del parco che ha segnato tutti i punti acqua e tutti i rifugi, specificando se sono gestiti o meno (e quindi bivacchi).
Attrezzatura Essenziale
Oltre a scarponi di montagna di buona fattura, è fondamentale avere una camel bag (2-3lt) per bere in maniera continuativa ed evitare la formazione di acido lattico. L’idratazione costante può salvare da molti dolori.
Bivacchi: Cosa Sapere
Il bivacco è una casetta o una stanzetta o una struttura metallica dove si può soggiornare per una notte gratuitamente, portando ogni cosa con sé: materassino, sacco a pelo, fornelletto etc. Il bivacco non è gestito, pulito o sorvegliato frequentemente: non è possibile prenotare in anticipo e, se si è in molti, è consigliabile avere le tende da piantare di fianco al bivacco.
Il sito ufficiale del parco della Majella specifica che a seguito dell’ordinanza del 14 maggio 2020 è fatto divieto di utilizzo dei bivacchi incustoditi (e pertanto aperti) della Majella, ma la stessa cosa vale anche per il Gran Sasso e per gli altri bivacchi d’Italia, per scongiurare il rischio di contagi essendo luoghi pubblici non sanificati. L’ordinanza specifica “tranne in caso di emergenza”, e il parco consente però di dormire in tenda di fianco ai bivacchi.
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Sentieri Tematici
Il Parco Nazionale della Maiella offre diversi sentieri tematici, tra cui:
- Il Sentiero del Parco: Da Popoli a Palena, attraversando le cime più alte del Monte Amaro e del Porrara.
- Il Sentiero dello Spirito: Da Sulmona a Serramonacesca, toccando molti luoghi di culto della Maiella e del Morrone.
- Il Sentiero della Libertà: Da Sulmona a Palena, ripercorrendo la via di fuga di migliaia di prigionieri e partigiani nel 1943.
- Il Sentiero delle Capanne in Pietra: Caratterizzato dalla presenza di costruzioni agro-pastorali.
Rifugi nel Parco della Maiella
Pernottare in un rifugio in quota è un'esperienza unica, immersiva, a contatto con la Montagna, un momento di distacco dalla vita quotidiana. È la riscoperta del tempo, attraverso la semplicità del ricovero e delle consuete comodità.
Rifugio Fonte Tari
Il Rifugio Fonte Tari è un campo base a quota 1540 mt. di altezza! Dal Rifugio partono sentieri che portano alla scoperta degli angoli più suggestivi e selvaggi della Majella, come il Vallone di Taranta Peligna. Il rifugio non e’ gestito, ha una sistemazione su letto branda , bagno, corrente elettrica, stufa a legna, acqua corrente dalla Fonte. Necessario sacco a pelo.
Rifugio Bruno Pomilio
Il Rifugio Bruno Pomilio, punto di partenza per il trekking sul Monte Blockhaus. Abbiamo raggiunto il rifugio percorrendo la strada asfaltata che sale da Roccamorice, borgo famoso anche per la presenza di diversi eremi sacri.
Consigli Utili
- Informarsi per tempo circa la percorribilità e lo stato di manutenzione del sentiero che si intende percorrere.
- Presentarsi con una condizione psicofisica, un abbigliamento e un’attrezzatura adeguati all’escursione.
- Consigliato l’uso dei bastoncini da trekking.
- Il Partecipante che voglia partecipare accompagnato dal proprio cane ha l’OBBLIGO, in fase di prenotazione, di comunicare alla guida la presenza dell’animale al seguito, per valutare l’idoneità e le modalità di partecipazione.
Tabella Riepilogativa Percorsi Monte Amaro
Percorso | Partenza | Dislivello | Difficoltà | Note |
---|---|---|---|---|
Via Normale | Passo San Leonardo | +1774m | Esperto | Ripida, poca acqua, esposta |
Rifugio Pomilio | Rifugio Bruno Pomilio | +1219m | Medio | Lunga, scarsità d'acqua, esposta |
Guado S. Antonio | Guado S. Antonio | +1672m | Medio | Panoramica, ombra al mattino |
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