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Turismo e Squali alle Canarie: Informazioni Utili

Gli squali sono creature che da sempre hanno suscitato reazioni controverse; da un lato paura, dall’altro uno sconfinato fascino nei più temerari. Di fatto negli ultimi anni sono sempre più in aumento coloro che vengono ispirati da questi splendidi animali, inizialmente studiandoli e poi appassionandosi al punto da proteggerli.

Lo Squalo Angelo: Un Abitante Insolito delle Canarie

Uno squalo insolito e certamente non noto come gli altri suoi cugini, il grande squalo bianco o lo squalo martello è lo squalo angelo. Lo squalo angelo è anche noto con il nome di Angelshark (in lingua inglese) o Angelote (in spagnolo). Il genere è l’unico di questa Famiglia, Squatinidae, ed appartiene all’Ordine degli Squatiniformi. La sua forma è decisamente appiattita dorso-ventralmente, e presenta delle ampie pinne pettorali.

Immediatamente dietro di esse vi sono delle pinne pelviche più piccole. Sono presenti anche due pinne dorsali ben sviluppate sul peduncolo caudale mentre le pinne anali sono assenti. Il capo è depresso, grande ed ampio. Gli occhi e le cinque fessure branchiali si presentano sul lato dorsale. La bocca è in posizione terminale e presenta delle corte appendici (barbi) nelle sacche nasali che gli permettono di aumentare la percezione delle vibrazioni delle prede.

La colorazione dello squalo angelo varia con l’età; gli adulti, che possono raggiungere anche i 2 metri di lunghezza, sono bruno-grigiastri mentre quelli giovanili presentano tinte bruno-verdastre con macchioline bianche più o meno intense; il ventre è sempre bianco. La riproduzione è vivipara aplacentata (quindi non vi è né deposizione di uova, né una relazione nutritiva diretta con l’organismo materno, ma avviene una sorta di schiusa interna).

Vive insabbiato su fondali sabbiosi/fangosi, aspettando in agguato le sue prede che sono prettamente molluschi, crostacei e pesci bentonici tra cui anche le razze. E’ prettamente notturno e poco attivo durante il giorno; insomma è molto più pigro dei suoi cugini grandi nuotatori. Gli squali angelo sono distribuiti lungo un range batimetrico che va dai 5 ai 150 m, perciò è possibile incontrarli anche durante le escursioni in snorkeling.

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Nel XIX secolo questa specie risultava abbastanza comune in tutto l’areale atlantico, dalla Scandinavia alle Isole Canarie, ma si ritrova anche nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero. Sfortunatamente le sue popolazioni sono oggigiorno radicalmente ridotte e frammentate. Ad esempio, nel Mar del Nord questo pesce risulta già estinto.

Così come molti altri squali (ma anche di molte altre creature marine) gli Angelshark sono vittime di attività di pesca illegali, non regolarizzate e non selettive. Inizialmente le loro carni, sebbene di scarso valore, venivano consumate e la pelle utilizzata per il confezionamento di oggetti e per la levigatura; oggigiorno la più grande minaccia è rappresentata dal “by-catch” a causa delle reti a strascico. Un grande spreco starete pensando, vero?

Se vi state domandando circa il suo “angelico” nome fareste bene a dare un’occhiata al capo arrotondato e pinne pettorali, simili a due ali, che si intravedono quando lo squalo si trova “infossato” nelle sabbia. Singolari sono gli spiracoli a mezza luna (fessure che permettono il flusso d’acqua alle branchie) che vengono scambiati per occhi, dando la sensazione che vi stia sorridendo.

Lo squalo angelo (Squatina squatina), il pesce più a rischio del pianeta, ha scelto le acque delle Canarie come ultimo rifugio per sfuggire all’estinzione. Questo pesce può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza e si distingue per la sua forma piatta e il corpo largo e grosso, che conferisce al suo aspetto un mix tra il familiare e il misterioso. Lo squalo angelo è di colore marrone e grigio, simile alla sabbia sottomarina dei fondali tra i 15 e i 150 metri, sotto la quale trascorre gran parte della giornata.

Ha una testa ovale, con occhi privi di palpebre situati sul lato dorsale. La sua bocca protrattile, situata alla base terminale, è dotata di una mascella ricca di piccoli denti aguzzi. Questa specie è solitaria e carnivora, nutrendosi principalmente di pesci piatti e altre specie bentoniche, oltre a mante, crostacei e molluschi. Lo squalo angelo è una specie ovovivipara, producendo covate composte da 7 a 25 piccoli, a seconda delle dimensioni della femmina. Il periodo di gestazione può durare fino a 10 mesi, tranne nelle Isole Canarie, dove richiede solo 6 mesi.

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Attualmente, le Isole Canarie offrono loro un rifugio, sebbene non esente da minacce. Gli squali angelo abitano solitamente acque tranquille e reagiscono solo se calpestati accidentalmente, con un morso. Le principali aree di riproduzione sono la spiaggia di Las Teresitas, l’isola di Fuerteventura e la zona di Guguy a nord-ovest dell’isola di Gran Canaria.

Il progetto globale Angel Shark, in collaborazione con Greenpeace nelle Isole Canarie, ha coinvolto subacquei locali per monitorare questa specie, anche se è difficile da osservare poiché preferisce restare nascosta sotto la sabbia. I dati raccolti nel corso degli anni hanno permesso di creare un database.

Biodiversità Marina alle Canarie e Turismo Sostenibile

Le acque che circondano Tenerife sono uno straordinario tesoro di biodiversità marina. Tenerife è un’isola nota soprattutto per la straordinaria biodiversità marina, ma la fauna terrestre offre anch’essa specie affascinanti e in alcuni casi endemiche, perfettamente adattate al clima e al territorio vulcanico dell’isola. Tenerife è una vera e propria isola laboratorio per la biodiversità.

Il governo autonomo delle Isole Canarie ha annunciato con grande soddisfazione che «La costa ovest di Tenerife è stata dichiarata sito Patrimonio per la Conservazione e Salvaguardia delle Balene (Whale Heritage Sites - WHS). Un riconoscimento che arriva a pochi giorni dalla pubblicazione su su Conservation Letters dello studio “A multidisciplinary framework to assess the sustainability and acceptability of wildlife tourism operations”, da parte di un team di ricercatori australiani che analizza proprio il turismo legato alla fauna selvatica marina, comprese le immersioni in gabbia con gli squali bianchi, che sta crescendo in popolarità».

Alle Canarie, dove, lungo la costa che va da Faro di Rasca a Punta de Teno, un tratto di mare che si estende per 22 chilometri tra Tenerife e La Gomera, vive una colonia stanziale di oltre 500 globicefali e dove nell’arco dell'anno transitano 26 delle oltre 79 specie di cetacei conosciute, compresi delfini, orche e balenottere azzurre, il tutto a soli 20 minuti di navigazione da Tenerife, l’avvistamento di cetacei è qualcosa di quotidiano e normale.

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Nonostante questo (o proprio per questo) a Tenerife l’osservazione dei cetacei è regolamentata a livello legislativo da 20 anni e le imbarcazioni che fanno whale watching devono avere un permesso rilasciato dal ministero dell’ambiente del Governo delle Isole Canarie che spiega: «La normativa impone turni di avvistamento all’interno di un’area di 500 metri in cui possono navigare contemporaneamente solo tre barche che devono mantenere una distanza minima di 60 metri dalle balene».

Le divisioni che non esistono più nell’area marina protetta tra Tenerife e La Gomera che ha ottenuto la certificazione e che ospita 1.500 specie, comprese 10 autoctone, dove nuotano tursiopi e tartarughe Caretta caretta e dove, in un solo giorno si possono osservare anche 9 diverse specie tra balene e delfini.

Osservare gli animali selvatici nel loro habitat naturale è una delle esperienze più emozionanti che Tenerife può offrire. La distanza è fondamentale per ridurre il disturbo agli animali. Dare cibo agli animali selvatici può sembare innocuo, ma in realtà altera gravemente il loro comportamento naturale. Non toccare o cercare di prendere in mano alcun animale selvatico.

Il turismo sostenibile rappresenta un’altra importante strategia di conservazione: sempre più spesso, operatori locali promuovono pratiche turistiche rispettose dell’ambiente e sensibilizzano i visitatori sull’importanza di preservare la biodiversità locale.

Poema del Mar: Un'Esperienza Immersiva

L’isola è una destinazione turistica che ha accettato la sfida di fornire, attraverso nuovi progetti e investimenti, un’offerta sul territorio che garantisca un’innovazione costante: con l’apertura, nel 2017, dell’Acquario Poema del Mar a Las Palmas de Gran Canaria, si riconferma questa volontà di sposare il turismo con la sostenibilità. Questo spazio ricreativo è caratterizzato da 8500 metri quadrati di superficie e da tre distinte aree che ospitano fino a 350 specie animali.

Poema del Mar invita i visitatori a scoprire le diverse zone: ecosistemi marini di superficie, ecosistemi marini profondi e specie di acqua dolce. Il tour inizia con un’incursione nella Jungla, dove sono riprodotti diversi paesaggi, in omaggio ai cinque continenti; prosegue con l’Arrecife (the Reef), che invita il pubblico a passeggiare attorno a un enorme cilindro che esibisce una grande varietà di coralli e pesci; infine, il percorso termina nel Deep Sea, alla scoperta delle profondità degli oceani.

‘Tuffarsi’ nel Deep Sea, accompagnati da musica classica in sottofondo, è un viaggio meraviglioso in un’altra dimensione, dove ovviamente gli ospiti siamo noi umani. Con la finestra espositiva curva più grande del mondo, larga 36 metri, alta 7,35, spessa 39 centimetri e con una profondità totale di 8,5 metri, contenente 5,5 milioni di litri d’acqua. Deep Sea consente di osservare, in un ambiente senza eguali, le meraviglie delle profondità degli oceani e i circa 3mila esemplari di 40 specie diverse che nuotano nelle sue acque blu scuro.

Il tempo sembra fermarsi, e non c’è da stupirsi se, quando si emerge da lì, è un po’ come risvegliarsi da un sogno. Così, Poema del Mar cerca di diventare un punto di riferimento nell’informazione sulla vita marina nelle Isole Canarie, sul rispetto per l’ambiente e sulla sostenibilità del nostro sistema.

Incidenti e Sicurezza

Nel settembre 2024, un raro ma tragico evento ha scosso le Isole Canarie: una turista tedesca è morta dopo essere stata attaccata da uno squalo. L’incidente è avvenuto a oltre 500 km dalle coste, in mare aperto, ben lontano dalle spiagge frequentate dai bagnanti. Questo elemento è fondamentale per comprendere quanto sia raro e inusuale un evento simile nei pressi della riva.

Il 16 settembre 2024, una turista tedesca di 30 anni è stata attaccata da uno squalo mentre nuotava a circa 500 km a sud-ovest di Gran Canaria, in acque molto distanti dalla riva durante una traversata in catamarano. L’attacco le ha causato l’amputazione di una gamba.

Ma è normale? L’Oceano Atlantico, in particolare la zona subtropicale dove si trovano le Isole Canarie, rappresenta un habitat naturale ideale per diverse specie di squali. Inoltre, le Canarie si trovano lungo le rotte migratorie di molte specie pelagiche, tra cui anche gli squali. Queste specie non sono particolarmente aggressive verso l’uomo.

Assolutamente sì. L’Oceano Atlantico attorno alle Isole Canarie resta un ambiente sicuro per bagnanti e subacquei. L’attacco di squalo che ha portato alla morte di una turista tedesca alle Canarie nel 2024 è un fatto tragico, ma isolato. La probabilità di subire un attacco è molto più bassa di tanti altri rischi quotidiani, anche in mare.

Di seguito, alcune domande frequenti sulla sicurezza nelle acque delle Canarie:

  • Gli attacchi di squali alle Canarie sono comuni? No, sono estremamente rari. L’attacco del 2024, a 500 km dalle rive, è stato il primo mortale mai registrato nell’arcipelago.
  • Quali squali si trovano nell’area? Squalo azzurro, squalo martello e mako sono tra i più comuni.
  • È pericoloso nuotare nelle acque delle Canarie? Assolutamente No, nuotare nelle acque delle Canarie è sicuro. Le spiagge sono controllate e i casi di incidenti sono rari.
  • Perché è stato chiuso l’accesso ad alcune spiagge a Gran Canaria? Semplicemente per precauzione, dopo un avvistamento di squalo.
  • È consigliabile fare snorkeling alle Canarie? Sì, ovviamente se fatto con guide e sub esperti e nelle zone consigliate.
  • Gli squali attaccano di proposito l’uomo? No, spesso gli attacchi sono errori di identificazione.
  • Come comportarsi se vedo uno squalo? Esci con calma dall’acqua e informa i bagnini o le autorità.
  • Ci sono segnalazioni sulle spiagge in caso di pericolo? Sì, i comuni aggiornano costantemente la segnaletica. Ricordati che le Canarie sono all’avanguardia per avvistamenti squali.
  • Posso nuotare da solo? Sì, nei pressi della riva e in presenza di bagnini! Nel caso tu sia un nuotatore di fondo meglio nuotare al largo in gruppo, per precauzione!
  • Dove informarsi prima di andare in mare? Consulta i siti ufficiali del Cabildo o chiedi info nei centri turistici locali.

Anche il cambiamento climatico costituisce un importante fattore di rischio per la biodiversità di Tenerife. Fortunatamente, esistono sull’isola numerosi sforzi concreti per affrontare queste minacce. Tenerife ospita diverse riserve naturali e parchi nazionali che proteggono gli habitat più fragili e rappresentativi.

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