Albergo Atene Riccione

 

Turisti per caso in Islanda: cosa vedere e come organizzarsi

Abbiamo scelto l’Islanda come meta dieci giorni prima della partenza, perché ci è sembrato un viaggio facile da organizzare nel pochissimo tempo che avevamo a disposizione e così è stato. Ecco quindi un resoconto speriamo utile del meraviglioso viaggio appena concluso.

Consigli di viaggio

  • Pianificazione e prenotazioni anticipate: Fuori dal Golden Circle gli alloggi sono pochi e distanti tra loro, quindi è indispensabile organizzare il viaggio e prenotare gli alloggi con largo anticipo, soprattutto se si viaggia in gruppi numerosi.
  • Alloggi: Gli alloggi sono anche molto costosi, per cui noi abbiamo soggiornato perlopiù in ostelli.
  • Cibo: Mangiare al ristorante è molto costoso, ma al supermercato le cose costano quasi come in Italia, quindi per risparmiare consiglio di cucinarsi i pranzi al sacco e e le cene in hotel, dato che quasi tutti gli ostelli e le guest house hanno la cucina. Tra l’altro fuori dalle città i luoghi dove mangiare fuori scarseggiano, quindi spesso cucinarsi da soli è proprio una necessità.
  • Abbigliamento: Portatevi vestiti comodi e scarpe da trekking per le numerose passeggiate, e ricordatevi il k-way, che sarà il vostro migliore amico! Il tempo in Islanda cambia di continuo, e i diluvi non mancheranno.
  • Auto a noleggio: L’Islanda è senza dubbio il paese più bello che abbia visto in quanto a bellezza naturale, e i posti migliori sono quelli al di fuori del giro convenzionale, quindi se avete tempo consiglio di avventurarvi al di fuori del Golden Circle. E assicuratevi di noleggiare una macchina 4×4, perchè al di fuori della Ring Road è quasi tutto sterrato.

Itinerario di viaggio

1° GIORNO - 27/7: KEFLAVIK - PENISOLA SNAEFELLNES - STIKKISHOLMUR (350 KM)

Con partenza alle 9,30, dopo breve tappa a Borganes (carina, adagiata sul mare, capiremo coi km che è già un grande centro abitato!), abbiamo affrontato la Penisola di Snaefellnes (una deviazione di 100 km circa) percorrendo tutta la costa, saltando solo il faro a nordovest. Ci è piaciuta molto, paesaggi molto belli e molto variegati (scogliere, ghiacciaio, prati, spiagge), accompagnati anche da una giornata di sole caldo, tanto da poter stare in maglietta (ma non si ripeterà più). Ci siamo fermate in vari punti, arrivando a Stykkisholmur verso le 20. Primo splendido tramonto (alle 23) dal promontorio di basalto su cui è posto il primo faro arancione di una lunga serie.

2° GIORNO - 28/7: STIKKISHOLMUR - PENISOLA TROLLASKAGI - AKUREYRI (455 KM)

Lasciamo Stykkish e intraprendiamo subito il nostro primo sterrato (la 54) che percorre tutto il fiordo, con alcuni scorci davvero belli. Proseguiamo poi per la 586 e poi rientriamo nella 1, facendo la prima piccola deviazione per andare a vedere la chiesetta sul lago di Hop. Lasciamo nuovamente la 1 per avviarci verso la Penisola di Trollaskagi e sulla 75 ci fermiamo a Glaumbær per vedere le case di torba. A Hofsos facciamo sosta per vedere la piscina vista fiordo segnalata dalla guida, ma apprezziamo molto di più le alte ed estese colonne di basalto, su cui è possibile passeggiare. Se si arriva all’ora giusta (che non era la nostra, come ci ha spiegato gentilmente la ragazza del visitor centre), sono anche avvistabili alcune foche. La nostra idea iniziale era di fermarci a Siglufjordur, ma, forse a causa del tempo nuvoloso, il paese ci è parso assai desolato (compreso il campeggio a bordo strada) e abbiamo così deciso di proseguire fino ad Akureyri. La seconda città del Paese, pur essendo poco più di un paese, è decisamente più animata ed offre una bella via pedonale con vari locali per mangiare (consigliato il simpatico pub dell’ostello Akureyri Backpackers per birra alla spina e hamburger) ed un bel lungo fiordo per una passeggiata.

3° GIORNO - 29/7: AKUREYRI - REYKJALID (100 km)

Al mattino torniamo indietro di 30 km fino ad Hauganes per l’uscita in barca per avvistare le balene (molto simpatico e caratteristico il bar sul porticciolo). Alle 12,30 siamo di rientro, ripassiamo da Akureyri per recuperare la tenda e proseguiamo verso la destinazione successiva, il Myvatn. Lungo la strada ci fermiamo alle prime cascate del viaggio, quelle di Godafoss, che, sarà che son le prime, ci impressionano già parecchio e anche col senno di poi restano nella top 3. Giungiamo quindi a Reykjahlid verso le 17 e ci rechiamo al visitor centre dove acquistiamo l’ingresso al Myvatn Nature Bath. Interessanti anche i pannelli esplicativi sugli aspetti geofisici della zona. Montata la tenda, facciamo un primo giro dei dintorni, visitando le sculture di lava di Dummuborgir e la grotta di Lofthellir. Alle 20 e non prima (su consiglio della simpatica Anna del campeggio) ci dirigiamo verso le terme e la strada per arrivarci ci dà un assaggio dei paesaggi spettacolari che vedremo nei giorni successivi. Le terme pure sono fantastiche: non sono molto grandi ma a quell’ora non c’erano troppe persone e ne abbiamo piena soddisfazione soprattutto per il contesto naturale in cui si collocano. In campeggio prenotiamo per il giorno dopo il tour in autobus 4X4 per l’Askja.

4° GIORNO - 30/7: Askja

Giornata dedicata all’Askja. La sera proviamo (sempre su consiglio di Anna) il pub Gamli Baerinn, con una buonissima zuppa di funghi, il pane tipico cotto sotto la lava col salmone e una buona birra alla spina (e il wifi).

Leggi anche: Esplora l'Islanda in Autonomia

5° GIORNO - 31/7: Myvatn

L’ultimo giorno in zona Myvatn lo dedichiamo alla visita di tutte le altre meraviglie che ancora non abbiamo visto. Partiamo col giro completo del lago, che pur non essendo molto grande, offre paesaggi molto diversi, dal bosco agli pseudo crateri rivestiti di erba. Proseguiamo verso il vulcano Hverfell, su cui saliamo percorrendo poi il bordo del cratere ammirando il paesaggio. Avendo ancora tempo, decidiamo di anticipare ad oggi la visita alle cascate di Dettifoss. Queste sono per entrambe le più belle tra tutte quelle viste per la potenza che sprigionano. Torniamo indietro per godere con la luce del tardo pomeriggio delle restanti “attrattive”: Krafla e Hverir. Per arrivare alla zona vulcanica attiva, si passa attraverso la valle che ospita una estesa centrale elettrica, che si inserisce perfettamente nel contesto naturale in cui si trova. Qui è anche possibile visitare il museo che illustra il funzionamento della centrale. Noi siamo arrivate che stavano chiudendo (orario 10-18), ma gentilmente ci hanno fatto vedere il video illustrativo di 10 minuti (oltre che averci offerto the e caffè). Proseguendo si arriva alla zona di Krafla vera e propria, dove ci si addentra pian piano in un paesaggio quasi surreale: da un lato il nero della lava solidificata quasi a perdita d’occhio, dall’altra il giallo e il verde delle pozze e delle colline. Un posto magico in cui vale la pena perdersi. Lì vicino il cratere Viti, che contiene un lago turchese. Infine ci rechiamo a Hverir, qui un paesaggio lunare esaltato dalla luce delle 20, bellissimo.

6° GIORNO - 1/8: REYKJALID - BORGARFJORDUR - SEYDISFJORDUR (330 km)

Lasciamo a malincuore il Myvatn diretti a Borgarfjordur. In dubbio se arrivarci percorrendo i fiordi nordorientali, decidiamo infine di tagliare per l’interno lungo la Ringroad per motivi di tempo. I paesaggi sono sempre belli e vasti, ma meno esaltanti di quelli visti finora. Invece la strada sterrata 94 che da Egilsstadir sale fino a un promontorio per scendere poi verso Borgarfjordur offre vedute splendide sul mare prima e sui monti poi. Il paese è grazioso, le attrattive qui sono le pulcinelle di mare concentrate sull’isoletta all’estremo del golfo e le casette di torba, ma il bello sta nel golfo nel suo complesso che si può ammirare da una collinetta. Ripartiamo verso la destinazione finale della giornata, Seydisfjordur, ripassando obbligatoriamente per Egilsstadir. Anche la strada 93 che sale in quota per poi condurre al paese sul mare, riserva bellissimi scorci, con cascate, dighe, resti di ghiacciai. Seydisfjordur è molto carina e offre qualcosa in più della media dei paesi attraversati finora, con vari localini (proviamo il Skaftfell Bistro, consigliato in ostello, simpatico, anche se una birra fa 10 euro, sigh) e negozietti di artigianato. Anche qui comunque la definizione di “vivace paesino” non è proprio la più adatta!

7° GIORNO - 2/8: SEYDISFJORDUR - SVINAFELL (330 KM)

Anche oggi lo spostamento si preannuncia lungo e ricco di tappe. Dobbiamo quindi tralasciare i fiordi successivi e percorriamo prima la 1, abbandonandola poi per tagliare lungo la 939, sterrata ma consigliatissima anche senza 4X4 per i bellissimi e nuovi panorami con ampie valli e imponenti montagne. Dopo una piccola deviazione per visitare il paesino sul mare di Djopivogur, raggiungiamo Hofn. Qui, dopo un breve giro, gustiamo il tipico panino agli scampi, molto buono, nel simpatico fast food vicino al porto. Ripartiamo quindi, ignare dei paesaggi che ci attendono prima di raggiungere la meta successiva, cioè la laguna degli iceberg di Jokulsarlon. La ring road corre qui letteralmente lungo la costa, a tratti a strapiombo sul mare, e si susseguono lunghe spiagge nere e scogliere che meriterebbero ancora più tempo per gustarsele il più possibile. Ma gli iceberg ci aspettano e arriviamo in tempo per prenotare uno degli ultimi giri col mezzo anfibio. Lo scenario è fantastico, un po’ troppa gente forse, soprattutto rispetto alla media incontrata finora, ma lo spettacolo rimane ugualmente emozionante, anche solo da riva. Il giro in barca in mezzo alla laguna dura mezz’ora e qualcosina in più lo dà, quindi lo consigliamo. È ormai sera quando finiamo di ammirare il paesaggio da ogni prospettiva. Emozionante vedere i pezzi di ghiaccio che, appena escono in mare dopo tutti gli anni impiegati per uscire dalla laguna, finiscono quasi inesorabilmente piaggiati. Ci fermiamo al campeggio di Svinafell, pochi km prima del parco di Skatafell.

8° GIORNO - 3/8: SVINAFELL - LEIRUBAKKI (270 KM)

Come prima tappa del mattino prendiamo una piccola deviazione poco dopo il campeggio per avvicinarci ad una lingua del ghiacciaio: è proprio vicinissimo, bianco, nero e azzurro, anche qui c’è una piccola laguna con un po’ di iceberg, senza però accesso al mare. Andiamo quindi al parco e camminiamo fino alla cascata di basalto di Svartifoss (carina, ma molto meno d’impatto rispetto a Godafoss e soprattutto Dettifoss) poi fino al ghiacciaio. Per fare tutto il giro ci mettiamo circa 3 ore, con lunga sosta sulle rocce di fronte al ghiacciaio perché il paesaggio merita. Si dovesse scegliere tra i due percorsi, consigliamo sicuramente il ghiacciaio. Lasciato il parco, avremmo voluto provare le terme naturali di Seljavellir, collocate in mezzo ai monti, ma sempre per questioni di tempo proseguiamo verso Vik. Qui assolutamente meritano entrambe le deviazioni poco a est del paese verso la lunghissima spiaggia nera e i faraglioni la prima, verso scogliere e l’arco di pietra la seconda. Essendo tardi e noi un po’ stanche, vediamo solo di passaggio le cascate di Skogafoss (che probabilmente meritava uno sforzo in più) e di Seljalandsfoss. Puntiamo quindi al campeggio di Leirubakki un po’ nell’interno per avvicinarci il più possibile alla meta dell’indomani, il Laundmannalaugar.

9° GIORNO - 4/8: LEIRUBAKKI - STOKKSEYRI (75 KM)

Il Landmannalaugar, insieme al Myvatn, è il posto che più ci ha colpito e conquistato. Ci siamo ripromesse di passarci almeno due notti se avremo la possibilità di tornarci. Il tour in autobus in giornata vale per noi già il tempo dedicato e la spesa, perché una volta giunti alla base, con una camminata di bassa-media difficoltà e in poco tempo si può arrivare già nel mezzo di paesaggi che sembrano dei quadri, dai mille colori pastello, bellissimo. Presa la cartina al centro visitatori per 300 corone, abbiamo fatto il percorso rosso che porta in meno di un’ora al Brennisteinsalda (840m), la salita finale potrebbe essere impegnativa per i meno allenati, ma è breve. Non sappiamo gli altri cammini che panorami offrano, ma questo è sensazionale, quindi lo consigliamo assolutamente. Lasciamo con dispiacere questo posto da favola, torniamo col bus delle 17,30, recuperiamo la macchina e ci dirigiamo verso Stokkseyri. Montata la tenda, andiamo a cena (per la prima, e ultima, volta!) in un vero ristorantino di pesce, dove gustiamo quella che la guida definisce la migliore zuppa di pesce dell’Islanda. In effetti è buona, anche se diversa dalle nostre zuppe. Il paesino di Stokkseyri è carino, con un breve lungomare e qualche laboratorio artistico (chiuso…), però, ristorante a parte, anche qui non si vede in giro anima viva.

Leggi anche: Pianifica il tuo viaggio in Islanda

10° GIORNO - 5/8: Circolo d'oro

Il programma prevede di dedicare la giornata al Circolo d’oro. Lungo la strada ci fermiamo a vedere il cratere di Kerid (ingresso 300KR), contenente un bel lago verde. Dopodiché vediamo le classiche tre tappe: Geysir, la cascata di Gullfoss e la zona di Pingvellir, un po’ più lontana. Vedere questi posti dopo le cose magnifiche viste nei giorni precedenti, ha fatto sì che l’impressione ricevuta fosse abbastanza tiepida, le cascate sono sicuramente potenti e affascinanti, ma considerare il Circolo d’oro come l’attrazione principale dell’Islanda, è del tutto fuorviante. Alle 14 circa abbiamo già concluso il giro a Pingvellir, tra l’altro sotto la prima pioggia seria di questo viaggio. Le ore a disposizione sono ancora tante, quindi inseguiamo il cielo sereno e decidiamo di inoltrarci nella riserva naturale di Reykjanesfolkvangur, percorrendo la strada n.42, lungo cui si attraversano ancora bei campi di lava, si raggiunge poi il lago di Kleifarvatn e l’ennesima, ma sempre suggestiva, zona geotermica di Seltun. La pioggia pian piano cala e ci dirigiamo ancora verso le scogliere di Krysuvikurberg. La strada per arrivarci che parte dalla 427 è sterrata, non impossibile, ma con un po’ troppe buche, quindi dopo un po’ parcheggiamo la Yaris e proseguiamo a piedi. La strada è lunga ma piacevole in mezzo a prati ed erica ed il panorama finale merita la scarpinata. Si vede in lontananza l’isoletta piatta di Eldey. Torniamo quindi verso “casa” e anche stasera ci concediamo cena fuori in un locale molto carino di Selfoss, il Kaffi Krus. Rimandiamo definitivamente alla prossima visita in Islanda la Blue Lagoon perché il giorno dopo è tutto esaurito e comunque siamo già contente di essere state ai Bagni del Myvatn!

11° GIORNO - 6/8: STOKKSEYRI - REYKJAVIK (195 KM)

Ultimo giorno pieno a disposizione, vogliamo dedicarlo alla penisola di Reykjanes (di cui il simpatico autonoleggiatore ci aveva decantato le bellezze, regalandoci una cartina dettagliata) per poi dirigerci verso la meta finale, Reykjavik. Da Stokkseyri riprendiamo la 427 e ci fermiamo per un caffè a Grindavik. Qui troviamo finalmente il primo porto serio di tutto il viaggio (Silvia si chiedeva ormai da un po’ se ne esistesse mai davvero uno) ed anche un vero bar dei marinai, proprio sul porto, il Bryggjan, assolutamente da visitare quantomeno per un caffè o volendo per una zuppa di pesce. Il posto merita la sosta anche per un giro lungo la costa subito a est del paese, in mezzo alla lava e ai relitti arancio ruggine delle navi che si sfracellarono su queste coste durante violenti temporali del passato, fino ad arrivare al consueto piccolo faro arancione. Proseguiamo oltre verso la punta sudoccidentale e qui ci fermiamo a vedere l’aera geotermale con la sorgente calda di Gunnuhver, bellissima anch’essa, molto vasta e con grandi nuvole di gas. Prendendo poi un’altra breve deviazione si arriva a belle scogliere su cui si può salire facilmente per catturare con lo sguardo l’intera punta, compreso il faro di Reykjanesviti, il più antico d’Islanda. Proseguiamo ora lungo la costa verso nord, facendo una breve tappa al “Ponte tra i due continenti”, una recente attrazione dal valore simbolico, che collega le due placche continentali.

Tabella riassuntiva costi (a persona)

Voce di costo Importo stimato
Volo A/R 285 euro
Spesa totale a testa per 14 giorni 2500 euro
Suzuki Jimmy 4x4 per 10 giorni 750 euro

Leggi anche: Esplorare il Messico: cosa sapere

TAG: #Turisti

Più utile per te: