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Alghero: Informazioni Utili per Stranieri

Alghero è una città italiana di 44.111 abitanti situata nella provincia di Sassari, in Sardegna.

È conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l’uso della lingua catalana, di cui è un’isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna come lingua minoritaria. Tale dialetto sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all’interno del territorio comunale.

La città, una delle principali della Sardegna e quinta della regione per numero di abitanti, è una delle porte di accesso all’Isola, grazie all’aeroporto che sorge nelle vicinanze di Fertilia.

È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato da corallari subacquei, attività che con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che un ramo di corallo è inserito nello stemma della città.

Storia di Alghero

L’odierna Alghero nasce agli inizi del XII secolo fra il 1102 e il 1112, quando alla nobile famiglia genovese dei Doria venne concesso di fondarne il primo nucleo storico nella costa sguarnita della curatoria di Nulauro nel Giudicato di Torres.

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La posizione strategica e la presenza di una ricca falda acquifera, testimoniata dai pozzi ancora presenti in alcune case, permise la crescita della città e ne accrebbe l’importanza strategica. Per due secoli restò nell’orbita delle repubbliche marinare, come nel 1283 quando i pisani riuscirono a controllarla per un anno, molte attive nella zona come nella vicina Castelsardo (allora Castel Doria o Castelgenovese), altra città di fondazione.

Il 27 agosto del 1353 i catalano-aragonesi ebbero la meglio nella battaglia navale nella baia di Porto Conte, tanto che il 30 agosto il comandante Bernardo de Cabrera poté entrare trionfalmente ad Alghero.

Questa vittoria fu tuttavia effimera perché già il 15 ottobre dello stesso anno l’esercito di Mariano IV d’Arborea riconquistò la cittadina. Il 22 giugno del 1354 vi fu uno sbarco in forze condotto da Pietro il Cerimonioso che pose sotto assedio la città.

L’assedio non diede i risultati sperati tuttavia il 16 novembre, a margine delle dure condizioni di pace imposte, Pietro IV riottenne con la diplomazia il controllo della città, che quindi vide senza ulteriori scontri la sostituzione della popolazione originaria, deportata nella penisola iberica e nelle Baleari come schiavi, con nuovi coloni allettati dai privilegi concessi loro dalla Corona d’Aragona; ciò fece nascere in questi un forte sentimento di coesione etnica e, allo stesso tempo, di alterità nei confronti dei sardi autoctoni che, a partire dal sedicesimo secolo in poi, sarebbero entrati a far parte della città.

Nel 1355 la città ottenne lo stemma comunale.

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In quello stesso anno, a causa di un periodo di crisi economica ed alimentare la città fu interessata da traffici commerciali che la rifornivano: tra i mercanti coinvolti in questa attività anche lo scrittore Giovanni Boccaccio.

Nel 1372 respinse una sollevazione che portò ad espellere gli ultimi abitanti ribelli.

Nella seconda metà del XIV secolo, durante la crisi del Regno d’Aragona, Alghero rimase senza protezione, e questo diede modo alla giudicessa Eleonora d’Arborea e a suo marito Brancaleone Doria di conquistare finalmente la città dopo anni di inutili tentativi.

Nella notte fra il 5 e il 6 maggio 1412 l’ultimo Giudice di Arborea Guglielmo III di Narbona tentò di conquistare la città con un manipolo di uomini, ma venne respinto.

Nel 1492, come negli altri territori appartenenti alle corone iberiche, per via del Decreto di Alhambra venne espulsa, con gravi ripercussioni economiche, la locale comunità ebraica di cui sono ancora visibili alcuni resti archeologici.

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Nel 1652 Alghero fu colpita nuovamente dalla peste, portata nella città da una nave catalana. Alcuni algheresi emigrarono verso altre zone dell’isola sperando di salvarsi, ma ottennero l’effetto di diffondere in tutto il territorio la pestilenza, che colpì duramente la Sardegna per ben quattro anni.

Durante la seconda guerra mondiale Alghero e dintorni vennero bombardati.

Negli anni sessanta la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazione edilizia. Hanno la loro prima edizione diversi eventi mondani tra cui la manifestazione “Meeting del cinema italiano” che premiava film, attori e registi con il premio “Il Riccio d’oro” e l’elezione di Lady Italia e Lady Europa, con la partecipazione ed il coinvolgimento di famose personalità del mondo dello spettacolo.

Il 6 settembre del 1968 una squadra di Alghero ha partecipato ai Giochi senza frontiere, in onda in Eurovisione, nella cittadina tedesca di Schwäbisch Hall. Nel 1986 Alghero ha acquistato nuova notorietà grazie alla canzone Alghero/Occhiali colorati di Giuni Russo.

Informazioni Utili per Stranieri

Comunicazione di Alloggio

Chiunque cede o offre alloggio a qualsiasi titolo o ospita presso la propria abituale dimora un cittadino straniero non comunitario o apolide, anche se parente o affine, deve presentare una comunicazione entro 48 ore così come previsto dal Decreto legislativo 25/07/1998, n. 286, art. 7.

Offrire alloggio significa:

  • Ospitare uno straniero non comunitario o apolide, anche se parente o affine
  • Cedere a uno straniero non comunitario o apolide la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, situati nel territorio dello Stato.

La comunicazione deve avvenire entro 48 ore per ogni persona ospitata. Se la comunicazione è presentata oltre le 48 ore, cioè se la data di ospitalità è antecedente di due giorni, il Comune applicherà le sanzioni previste.

Se si cede ad uso esclusivo un fabbricato o una sua parte a uno straniero non comunitario, la comunicazione di ospitalità assorbe la comunicazione di cessione fabbricato.

L’identità del cessionario deve essere obbligatoriamente accertata dal cedente attraverso un documento d’identità.

Per ulteriori informazioni, rivolgiti alla Polizia di Stato del Comune di Alghero.

Intercultura ad Alghero

"Lo fanno con il cuore!" - così un genitore di un ragazzo italiano all’estero ha definito i volontari di Intercultura. Sono loro a far conoscere i programmi nelle scuole, selezionano i candidati che vanno all’estero e le famiglie che accolgono gli studenti in Italia, li preparano a vivere l’esperienza e li assistono per tutta la durata del programma a titolo del tutto gratuito.

I volontari di Intercultura sono persone che, richiamandosi alla missione di Intercultura e all’esempio degli ambulanzieri AFS che agli inizi del secolo scorso crearono il servizio di volontariato internazionale, si impegnano attivamente per la promozione del dialogo interculturale attraverso i programmi di scambio.

Contatti Utili Intercultura Alghero

  • Programmi di studio all'estero: Claudio Cabras 349 8411744
  • Programmi di ospitalità in Italia: Daniele Cossu 328 7666949

Testimonianze

La gratitudine: il senso del mio anno in Italia - Intervista a Todor, studente serbo, accolto per un anno da una famiglia e una scuola di Alghero.

"Se dovessi descrivere la tua esperienza in Italia con 3 parole, quali sceglieresti? Non ho dubbi sulle 3 parole che sceglierei, che sono: Sviluppo." - Todor, studente serbo accolto ad Alghero per un programma di scambio annuale grazie ad una Borsa di studio di UniCredit Foundation.

Tre algheresi alla scoperta del mondo: da Alghero sono partite Irene e Ludovica (negli Stati Uniti) e Alice (in Norvegia).

Corsi di Lingua e Cultura Italiana

Ormai da anni l’UNISSTRAL organizza sia corsi di lingua, di livelli diversi a seconda delle competenze già possedute, sia corsi di alta cultura che mirano a far conoscere aspetti importanti della storia, della tradizione e dell’ambiente italiano e isolano.

Architettura locale

Il prospetto è a tre livelli, ritmato da lesene al piano terra.

Il portale, ispirato al barocco piemontese, è monumentale, inserito tra due semicolonne ioniche e sovrastato da un timpano spezzato con stemma araldico. Monumentale è anche il balcone centrale al primo piano, appoggiato su mensole neoclassiche.

Le finestre del primo piano hanno semplici cornici, mentre quelle del piano superiore riprendono il motivo del timpano triangolare o curvo.

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