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Turismo in Sicilia: Dati e Statistiche

I dati preliminari sui flussi turistici in Sicilia, presentati in occasione della Bit dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e dall’assessore al Turismo, Elvira Amata, mostrano un incremento del 10,8% rispetto al 2022 con 16 milioni 462 mila presenze e una componente straniera in crescita del 24,8% (con 8.040.818 presenze).

Flussi in costante crescita, grazie a un progressivo allungamento della stagione e ad una maggiore attenzione a target diversi.

Il dato annuo 2023 con oltre 16 milioni 462 mila presenze complessive rileva un incremento del 10,8% rispetto al 2022 a conferma del superamento della situazione pre-pandemica (2019) quando i pernottamenti nell’Isola avevano contabilizzato poco più di 15 milioni 115 mila unità.

Altro elemento interessante, che emerge dall’analisi dei dati più recenti, è relativo a uno degli obiettivi principali della programmazione regionale, ossia l’allungamento della stagione turistica e la diversificazione dell’offerta turistica.

In tal senso, i dati provvisori del 2023 rilevano un flusso turistico non più concentrato esclusivamente nei mesi tipicamente estivi, come in passato, ma meglio distribuito nel corso dell’anno, caratterizzato da incrementi percentuali considerevoli specie nei mesi di bassa stagione - e in modo particolare tra gennaio e marzo - soprattutto per la componente straniera.

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Nel primo semestre del 2024, la Sicilia ha registrato un totale di oltre 8,18 milioni di presenze turistiche, con una crescita dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Nelle sole strutture ricettive tradizionali, si sono contate 6,29 milioni di presenze (+3,2% rispetto al 2023), mentre gli affitti brevi, un settore in forte espansione, hanno visto un incremento del 50,7%, con 1,83 milioni di presenze.

Nonostante i dati complessivamente positivi, i mesi estivi (giugno-agosto 2024) hanno registrato una lieve contrazione del 3,6% nei pernottamenti nelle strutture tradizionali, con un incremento del 2,7% delle presenze straniere e una flessione dell’8,2% di quelle italiane.

Anche nel 2023 stando ai dati provvisori, il comparto alberghiero, con oltre 11 milioni 778 mila presenze domina il panorama regionale della ricettività, ma resta assolutamente soddisfacente anche il dato dell’extra-alberghiero che, con oltre 4 milioni 680 mila presenze (di cui oltre 2 milioni 370 mila stranieri, +36,5%) registra un incremento del 13,5% sul 2022.

Per quanto riguarda l’alberghiero il 2023 ha registrato oltre 11 milioni e 778 mila presenze, mentre il settore extra-alberghiero ha visto un incremento del 13,5% rispetto al 2022, con oltre 2 milioni e 370 mila visitatori stranieri (+36,5%).

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“I dati sull'andamento dei flussi turistici in Sicilia - ha sottolineato il presidente della Regione, Renato Schifani, durante il suo intervento in conferenza stampa - sono senz’altro incoraggianti e restituiscono l’immagine di un comparto vivo, dinamico e in costante crescita post-pandemica.

Un risultato che è frutto dell’efficacia delle politiche di settore poste in essere dall’amministrazione regionale e del lavoro fatto in termini di individuazione dei mercati-target e di azioni di promozione della destinazione.

Seppur provvisori e verosimilmente sottostimati e suscettibili di variazioni al rialzo poiché in costante aggiornamento, i dati sulle presenze turistiche forniscono già elementi che concorrono a un clima di ottimismo e fanno intravedere buoni margini per un consuntivo migliore rispetto a quello degli anni più recenti.

Cineturismo e Promozione del Territorio

La Regione Siciliana continua a supportare ed incentivare le produzioni audiovisive sul proprio territorio, forte propulsore per il cineturismo, che in Sicilia affonda le radici ad inizio secolo con il caso “Il Commissario Montalbano” che ha saputo cambiare le sorti del ragusano.

Più recentemente, l'esperienza di “The White Lotus”, la nota serie televisiva americana la cui seconda stagione (ed. 2022), ambientata proprio in Sicilia, ha scatenato una vera e propria febbre per l’Isola confermando il cineturismo quale strumento di promozione del territorio e leva propulsiva per il turismo, movimentando ingenti flussi verso la Sicilia.

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Nell'ambito della comunicazione l'assessore ha presentato 6 spot tematici della durata di 30'', recentemente realizzati che, tradotti nelle principali lingue straniere, saranno oggetto di una campagna mediatica che coinvolgerà anche i paesi esteri.

Tra i temi scelti, oltre a Natura, Cultura, Gastronomia, Attività all'aria aperta per un turismo sostenibile, Borghi, anche uno spot interamente dedicato ad Agrigento, designata capitale della Cultura 2025.

“Un prodotto di tipo cinematografico che racconta la Sicilia attraverso immagini scandite dal sentimento della parola. I testi sono stati curati dall'attore-cuntista Salvo Piparo, mentre altri sono tratti dal Cantico dei Cantici e da S.Agostino.

Eventi e Iniziative Culturali

Il panorama culturale siciliano continua ad essere ricco e vivace, con eventi come il Sicilia Jazz Festival, i Treni Storici e la Coppa degli Assi, che contribuiscono a movimentare i flussi turistici e promuovere il territorio.

La Sicilia si prepara ad accogliere una nuova stagione turistica con una vasta gamma di eventi culturali, musicali e artistici, oltre a offrire itinerari turistici unici e indimenticabili.

Antonella Ferrara ha introdotto la XIV edizione di Taobuk, festival letterario internazionale ideato e diretto dalla stessa Ferrara con il sostegno della Regione Siciliana - Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo - che si terrà a Taormina dal 20 al 24 giugno 2024.

Tema portante della manifestazione: Identità.

Toti Piscopo ha presentato Travelexpo, Borsa Globale dei Turismi che si terrà dal 5 al 7 aprile 2024, giunta alla sua XXVI edizione.

Altro evento di grande richiamo a cui è stato dato spazio è L'Inferno di Dante, prodotto da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily per la drammaturgia e la regia di Giovanni Anfuso.

Un lavoro teatrale che vanta, nell'ultimo lustro in Sicilia, il maggior numero di spettatori: oltre centomila, con una considerevole percentuale di turisti, anche stranieri.

Normativa e Rilevazione Dati Turistici

A disciplinare la materia, accanto alla normativa statale, interviene una normativa regionale.

La normativa statale discende, in particolare, dalle Circolari annuali Istat "Rilevazione Movimento dei clienti negli eservizi ricettivi" e "Capacità degli esercizi ricettivi", che, a loro volta, si rifanno al D.L.vo n.32211989 :"Norme sul Sistema Statistico Nazionale" e succ.mod. e int., nonché aI Regolamento(UE) n.69212011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 luglio 2011, relativo alle statistiche europee sul turismo.

L'Istituto Nazionale di statistica assegna alle Province il ruolo di organi intermedi nella raccolta, elaborazione e trasmissione dei dati turistici provinciali; mentre resta riservata ai competenti uffici regionali la scelta delle modalità organizzate per la raccolta dei dati presso le strutture ricettive.

Gli esercizi alberghieri ed extralberghieri hanno l'obbligo, ai sensi dell'art.7 del suddetto D.L.vo 322189, di fornire i dati statistici e quindi di inviare giomalmente i modelli C59 per la rilevazione dei turisti italiani e stranieri che hanno penottato presso dette strutture.

A partire dalla Rilevazione 2015, tuttavia, il Decreto Ass.le 25 Luglio 2014, cosiddetto Decreto Stancheris, ha previsto un nuovo sistema di rilevazione e invio telematico, ai fini Istat, dei dati relativi alla capacità ricettiva e alla movimentazione turistica giornaliera, delle strutture ricettive regolarmente classificate secondo le norme regionali in materia.

Si tratta di un nuovo sistema informativo web based, a cui si accede attraverso il sito istituzionale dell'Osservatorio Turistico Regionale.

Analisi dei Dati Turistici del 2023

Intervento di Marco Platania, docente di Economia del Turismo e Direttore del Master in Tourism Operation Manager al Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di CataniaE finalmente i dati sono arrivati.

L’Istat ha prodotto una prima statistica sull’andamento del turismo nel 2023 basata su dati ufficiali (ma ancora “provvisori”).

E già questa potrebbe essere una prima notizia, ossia che nell’era dei big data e dell’intelligenza artificiale si possa conoscere la performance annuale di un sistema produttivo così importante come quello turistico con un ritardo di 6 mesi.

Ma veniamo ai dati, la cui lettura ci permette di comprendere meglio un periodo da molti definito come straordinario per il turismo del bel paese.

Ma prima di addentrarci nell’analisi sono d’obbligo due premesse.

I dati ufficiali non restituiscono mai la vera realtà del fenomeno.

Esiste un volume importante di turisti che non vengono rilevati (il cosiddetto sommerso).

È un fenomeno abbastanza diffuso in tutta Italia (alcune destinazioni sono state in grado di “controllarlo attraverso software statistici più raffinati) e tendenzialmente costante nel tempo.

Nelle analisi è quindi più interessante cogliere l’andamento tendenziale piuttosto che i valori assoluti.

La seconda precisazione necessaria è che pensare che la crescita (o la diminuzione) dei turisti corrisponda ad una misura della qualità dello stesso fenomeno.

In realtà non è affatto così: se al dato numerico non si accoppia la conoscenza dell’entità della spesa dei viaggiatori l’informazione è monca.

In certi territori, lì dove esiste una governance del turismo, il numero dei turisti è (in alcuni casi volutamente) diminuito ma la spesa è aumentata, con evidenti vantaggi in termini di sostenibilità e impatti economici.

Fatte le due necessarie precisazioni, passiamo all’analisi dei dati del 2023.

Il confronto che prenderemo in considerazione è con l’ultimo anno pre-pandemico, ossia il 2019: confrontare con il 2022 è poco utile, considerando che quell’anno era ancora sporcato dagli effetti del covid.

Le stime relative all’anno 2023 indicano un record storico nell’andamento del turismo in Italia: oltre 134 milioni di arrivi e 451 milioni di presenze (che ricordiamo rappresentano il numero di notti in cui un turista dorme in una struttura).

Rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019 abbiamo +3,0 milioni di arrivi (+2,3%) e +14,5 milioni di presenze (+3,3%).

Come per il 2019, la distribuzione dei turisti è concentrata in pochi territori: la regione con il maggior numero di presenze è il Veneto (15,9% delle presenze nazionali), seguita dal Trentino-Alto Adige (12,4%), dalla Toscana, dalla Lombardia e dal Lazio (tutte di poco superiori al 10%).

La prima regione del Mezzogiorno è la Campania, con il 4,5% delle presenze nazionali (poco più di 20 milioni di presenze).

Le prime sei regioni d’Italia (Veneto, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Lazio, Emilia-Romagna) valgono il 67% degli arrivi e delle presenze a livello nazionale; più di 6 turisti su 10, fanno una vacanza in quelle regioni.

Gli altri “quattro” sono distribuiti fra le restanti.

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